![]() |
BENVENUTI SUL SITO UFFICIALE DEL
Corpo della Nobiltà Italiana - Circolo Giovanile |
| araldica, genealogia, nobiltà, ordini cavallereschi, storia, diritto e tradizioni nobiliari | domenica 5 febbraio 2012 |
Granducato di Toscana![]() Stemma dei Granduchi della Casa di Asburgo-Lorena
Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa
e Martire
Fu istituito dal Granduca Cosimo I de’ Medici il 15 marzo 1561 e approvato dal Pontefice Pio IV col Breve Eximiae devotionis il 1° ottobre 1561 con lo scopo di difendere la Fede, tutelare il Mediterraneo dalle incursioni barbaresche e liberare i cristiani caduti schiavi dei turchi. Con la bolla His, quae pro Religionis propagatione del 1° febbraio 1562 l'Ordine fu posto sotto la regola di San Benedetto mentre i privilegi e le prerogative del Gran Maestro vennero ulteriormente specificate nella bolla Altitudo divinae providentiae il 5 giugno di quello stesso anno. L'Ordine era dunque un ente religioso di S.R.C., indipendente per questo aspetto da qualsiasi giurisdizione secolare e non suscettibile di essere abolito senza il consenso della Santa Sede.
La Religione fu posta sotto la protezione di Santo Stefano Papa e Martire perchè il giorno della sua ricorrenza, il 2 agosto, Cosimo I aveva conseguito due importanti vittorie militari sconfiggendo le truppe francesi guidate da Piero e Filippo Strozzi a Scannagallo (1554) e a Montemurlo (1557), che gli avevano permesso di consolidare definitivamente la Signoria Medicea su Firenze e di riuscire ad elevarsi da principe di uno stato cittadino a sovrano di uno stato regionale grazie all'annessione dei territori della repubblica di Siena.
La mattina del 15 marzo 1562, nel Duomo di Pisa, il Nunzio Pontificio Mons. Cornaro, durante una solenne e suggestiva cerimonia, vestì solennemente Cosimo I de' Medici, per se e per i suoi discendenti, dell'Abito di Gran Maestro del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire. L'investitura ebbe luogo nel Duomo di Pisa perché la costruzione della Chiesa Conventuale, dove avvennero tutte le successive grandi cerimonie dell'Ordine, venne iniziata dal Vasari nel 1565 e terminata nel 1569.
L'Ordine di Santo Stefano partercipò fattivamente alla Battaglia di Lepanto del 1571 armando dodici galere, che -guidate dal Generale Pontificio Marc'Antonio Colonna- contribuirono in maniera determinante a sconfiggere l'armata turca, e rimase presente nel Mediterraneo fino agli inizi del Settecento, quando alcuni cavalieri parteciparono alla crociata in Morea del 1716-19.
In origine l’ordine era suddiviso in tre classi che riprendevano quelle della Religione di San Giovanni di Gerusalemme (Ordine di Malta) e si componeva quindi di Cavalieri Militi di Giustizia (alcuni dei quali titolari di Prebende o Recettorie), Cavalieri Sacerdoti di Obbedienza (alcuni nobili ed insigniti di benefici, altri invece Cappellani di Obbedienza che servivano nel Convento di Pisa) e Cavalieri o Frati Serventi (divisi in Serventi d'Arme che erano ammessi per grazia e prestavano effettivo servizio militare, e Serventi d'Offizio che non erano propriamente cavalieri). La mezza croce dell'Ordine poteva poi essere donata a persone benemerite.
I requisiti che erano richiesti per essere ammessi erano molto rigidi, erano infatti richiesti la nascita legittima, l'età maggiore di 18 anni (salvo i paggi del Gran Maestro e quelli ai quali egli avesse concesso la "venia aetatis"), la buona condotta morale, la nascita in luoghi riconosciuti ufficialmente come città e la nobiltà dei casati di ciascuno dei quattro avi (nobiltà per 4/4 allegando al documento di nascita lo stemma gentilizio dipinto sulla seta) nonché il godimento di un patrimonio tale da permettere di adempiere alle obbligazioni connesse con l'appartenenza all'Ordine (la donazione annua per i membri della prima classe era di 300 scudi).
All'atto dell'investitura i Cavalieri dovevano pronunciare le solenni e rituali professioni di carità, castità coniugale e obbedienza previste dal capitolo secondo degli statuti, che precisano come ... la carità è sovvenire al Prossimo; la castità, o veramente pudicizia, è non conoscere carnalmente altra donna che la propria moglie la quale possa prendere il Cavaliere secondo gli ordini della S. Chiesa Cattolica [...]; l'ubbidienza vuole che ciascuno di questa Religione, con buon animo, diligentemente e volentieri eseguisca tutte le cose che dal Gran Maestro e suo Luogotenente, ed altri superiori, secondo gli Statuti e Capitoli, saranno comandate.
Nel 1565 furono aggregate all'Ordine le monache di San Benedetto di Pisa e nel 1588 un altro monastero di Benedettine, dipendenti dall'Ordine, fu fondato a Firenze sotto il titolo della Immacolata Concezione. Le monache stefaniane dovevano essere nobili e vestivano un abito ed uno scapolare di lana bianca, divisata con la croce rossa di Santo Stefano. Nel coro e nelle grandi cerimonie solenni indossavano poi una cocolla con grandi maniche foderate di taffetà incarnato. Le badesse portavano una croce di di velluto rosso, le converse l'usavano di sargia e di dimensioni più ridotte.
Il Gran Maestro era assistito nel governo dell'Ordine da un Consiglio, detto "dei Dodici", composto da 12 membri scelti fra i cavalieri militi ed i sacerdoti nobili, dei quali cinque aventi il rango di Gran Croce erano eletti per cinque anni dal Capitolo Generale. I cinque uffici elettivi erano quelli di Gran Connestabile, Gran Priore del Convento, Gran Cancelliere, Tesoriere Generale e Conservatore Generale, mentre le cariche di Gran Commendatore, Ammiraglio, Grande Ospedaliere, Priore della Chiesa Conventuale e quelle di Priore e Balì erano vitalizie, salvo la facoltà del Gran Maestro di esigere le dimissioni.
Dopo l'invasione della Toscana nel 1799 da parte dei rivoluzionari francesi e l'abdicazione di Ferdinando III del 9 febbraio 1810, il trattato di Luneville istituì il Regno di Etruria assegnandone il governo a Lodovico di Borbone Parma, figlio di Ferdinando di Borbone, Duca di Parma, il quale accettò su esplicito invito del Granduca esiliato, il quale temeva le possibili ripercussioni per la Toscana in caso di rifiuto da parte del Borbone di assumere il nuovo trono. Il Re Lodovico I assunse ugualmente il Gran Magistero stefaniano nel corso di una cerimonia solenne che fu celebrata nella Cappella Maggiore di Palazzo Pitti a Firenze, dal Priore Angelo Frassoni il 4 ottobre 1801. Tale magistero e le relative nomine furono sempre considerati legittimi dai successivi Granduchi di Toscana e confermati alla Restaurazione, quando Ferdinando III emanò il 15 agosto 1815 emanò un Decreto di Ripristinazione dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.
Il Granduca Ferdinando III rinnovò il 22 dicembre 1817 l'Ordine, che da allora si compone dei gradi di Priore di Gran Croce, Balì di Gran Croce, Commendatore e Cavaliere, quest'ultima classe divisa nei ceti dei Cavalieri di Giustizia e di Grazia.
L’Ordine di Santo Stefano Papa e Martire
fu poi soppresso nel 1859 con l’avvento del Governo Provvisorio di Toscana, che lo dichiarò ordine equestre straniero confondendolo -forse con malafede- con l'omonima istituzione cavalleresca austro-ungherese. Ad ogni modo questo provvedimento non potè avere alcun valore effettivo, e fu dettato
dall’entusiasmo della congiuntura politica, ed infatti è noto che la croce dell'Ordine fu concessa dal Sovrano in esilio come pure dai suoi successori nella loro qualità
di Capi della Casa di Toscana e di Granduchi titolari di Toscana.
S.A.I.R. l'Arciduca Leopoldo d'Asburgo
Lorena, Granduca Titolare e Gran Maestro degli Ordini Dinastici della Casa
di Toscana, ha provveduto con decreto del 23 gennaio 1993 a riformare gli
statuti dell'Ordine aprendolo anche alle dame.
L’insegna dell'Ordine di Santo Stefano consiste in una croce ottagona, pomata d’oro, smaltata di rosso, accantonata da gigli fiorentini d’oro, sormontata dalla corona reale. Il nastro è rosso.
Fonti:
Insegne:
Ordine del Merito Civile e Militare sotto il titolo di San Giuseppe
Sorto con i precisi intendimenti di premiare «chiunque si distingua nella società per le sue virtù, per nobili azioni, o per qualunque siasi egregia qualità di mente e di cuore », l'Ordine Civile e Militare del Merito sotto il titolo di San Giuseppe, fu fondato nel 1807 dal Granduca di Toscana Ferdinando III nel suo esilio di Würzburg (quando la Toscana era invasa dall'armata Napoleonica e la Casa di Lorena regnava su quel piccolo stato) e riconfermato a Firenze il 10 agosto 1817.
L’ordine era diviso nelle tre consuete classi, ossia, Gran Croci, Commendatori e Cavalieri o piccole croci. L’appartenenza all’Ordine conferiva la nobiltà personale e il grado di Commendatore conferiva quella ereditaria.
In data 22 settembre 1972 fu riconfermato nuovamente dal VI Gran Maestro, S. A. I. e R. l’Arciduca Goffredo Granduca di Toscana, mentre S.A.I. e R. l'Arciduca Sigismondo, divenuto
Granduca Titolare e Gran Maestro degli Ordini Dinastici della Casa di Toscana
in seguito alla refuta del proprio Padre, con Decreto del 9 giugno 1994
ha provveduto a riformare gli antichi Statuti dell'Ordine aprendolo anche alle signore. Con successivo motu proprio ha poi istituito i gradi di Cavaliere Ufficiale e Grande Ufficiale.
L'Ordine, che deve essere considerato oggi come un dono privato della I. e R. Casa di Asburgo Lorena, da usarsi in conformità delle leggi vigenti in materia cavalleresca nei vari stati del mondo, ha come scopo principale quello di ravvivare i rapporti fra la I. e R. Casa Granducale Toscana e quanti hanno amore per la Storia e la Tradizione.
L’insegna dell’ordine è una croce a forma di stella
a sei raggi biforcati e smaltati di bianco, pomati d’oro, accantonati da
piccoli raggi rossi, caricata di uno scudetto ovale di smalto bianco listato
di rosso recante l’immagine del Santo protettore contornata dal motto dell’ordine:
UBIQUE SIMILIS, e sul verso le lettere S.J.F. che stanno per Sancto Josepho
Ferdinandus accompagnate dall'anno di fondazione. Il nastro è rosso listato di bianco.
Fonti:
Insegne:
Ordine del Merito Civile e Militare
Con decreto del 19 febbraio 1853 il Granduca Leopoldo II° istituì un nuovo Ordine equestre col nome di "Ordine del merito militare" (il terzo di collazione Granducale, dopo l'Ordine di S. Stefano e l'Ordine di S. Giuseppe), intendendo con questo ampliare il mezzo di remunerazione già istituito col precedente decreto del 19 dicembre 1850 ed al fine di essere in grado di premiare più adeguatamente, a seconda delle circostanze, coloro che, nella carriera delle Armi, rendessero utili servizi e si rendessero benemeriti verso il Principe e lo Stato. Gran Maestro dell'Ordine era il Sovrano, dalla cui esclusiva volontà dipendeva interamente la collazione dell'Ordine.
La decorazione poteva essere concessa sia a toscani che a stranieri e si divideva in tre gradi: cavalieri di prima, di seconda e di terza classe.
La decorazione dell'Ordine consisteva in una croce a 5 spicchi riuniti da uno scudo circolare avente sul dritto la cifra "L. II" con intorno l'epigrafe "Merito Militare" e sul rovescio l'indicazione "1853". Le decorazioni di 1° e 2° classe erano legate in oro con la corona reale dello stesso metallo, mentre quelle di 3° classe avevano la legatura e la corona in argento; la croce era appesa con un nastro rosso e nero.
Gli affari dell'Ordine venivano trattati dal Ministro della Guerra come Gran Cancelliere (all'epoca il Presidente del Consiglio dei Ministri S.E. Giovanni Baldasseroni), coadiuvato da un Segretario e da un Archivista. Dall'Archivio Nazionale di Praga sono stati recentemente acquisiti nuovi documenti su questo Ordine Granducale e cioè tre decreti di Ferdinando IV° del 1861 e 1862 (in Arch. Asburgo Lorena, F. IV, segn. 76 C, n. 672, b.241).
Con decreto del 9 novembre 1861 Ferdinando IV° dispose che l'Ordine creato nel 1853 fosse al tempo stesso Ordine del merito Civile e Militare e che avesse cinque classi per ciascuna categoria (1° gran croce, 2° grande ufficiale, 3° commendatore, 4° ufficiale, 5° cavaliere). Con altro decreto in pari data venivano fissate le modalità per portare le decorazioni (distinte nelle due categorie "civile" e "militare") e la loro foggia. Era stabilito che il grado di gran croce e quello di grande ufficiale davano diritto all'insignito (se suddito granducale) di essere iscritto senza spese alla nobiltà della città di appartenenza o di quella più prossima alla sua residenza, e ciò con carattere ereditario, mentre il grado di commendatore e di ufficiale conferivano nobiltà personale. Alla morte dell'insignito la decorazione veniva restituita al Segretario dell'Ordine. Veniva altresì stabilito che il Gran Cancelliere fosse prescelto fra i Gran Croce, che il Segretario fosse rivestito della qualità di Commendatore o di Ufficiale e che le funzioni di Archivista potessero essere affidate anche a persona non insignita.
Con altro decreto del 18 febbraio 1862 veniva istituita la "Medaglia del Merito" collegata allo "Ordine del merito civile e militare", distinta in cinque classi e nei metalli d'oro, d'argento e di rame, col nastro uguale a quello della Croce di Cavaliere dell'Ordine del merito civile e militare".
Con l'istituzione della nuova medaglia veniva abolita la medaglia speciale per merito militare istituita con decreto del 19 maggio 1841. L'attuale Granduca titolare di Toscana, S.A.I. e R. l'Arciduca Sigismondo d'Asburgo Lorena, mantiene perfetto il diritto ad assumere anche il Gran Magistero di questo terzo Ordine dinastico-familiare, che è patrimonio della Sua Casa, modificandone eventualmente la denominazione e lo Statuto per renderli più attuali.
Insegne:
|
||||||||||
|
Links:
(C) 2002-2012 CNI Circolo Giovanile - Tutti i diritti riservati
Vietata la riproduzione anche parziale senza preventiva autorizzazione scritta della Redazione |
||||||||||