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domenica 26 maggio 2013
 
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Ci sono 111 notizie in totale divise in 37 pagine e questa è la pagina n° 29

Filatelia: le Poste Italiane ricordano S.M. la Regina Elena
Come già annunciato lo scorso dicembre dal Ministro delle Poste e Telecomunicazione, On. Deputato Maurizio Gasparri, l'Ente Poste Italiane emetterà il prossimo 20 febbraio un francobollo da € 0,62 commemorativo del 50° anniversario della scomparsa di S.M. la Regina Elena, con un sovrapprezzo di € 0,21 che saranno devoluti alla ricerca ed alla prevenzione dei tumori al seno.
Si tratta dunque di una lodevolissima iniziativa che sicuramente ha il pregio di rendere doppiamente omaggio alla Sovrana, giacché ricorda le qualità filantropiche più volte dimostrata dalla Regina. Essa infatti si adoperò per aiutare i poveri ed i bisognosi e fu sempre attenta in particolar modo alle necessità delle donne, il cui ruolo all'interno della società era fortemente cambiato dopo la Grande Guerra assumendo sempre maggiore importanza.
Elena Petrovitch Niégoch, Principessa Reale del Montenegro, nacque a Cettigne l'8 gennaio 1873 (il 27 dicembre 1872 per il calendario ortodosso), figlia del Re Nicola I del Montenegro e della Regina Milena Vucotitch, sposò a Roma il 24 ottobre 1896 l'allora Principe Ereditario Vittorio Emanuele, Principe di Napoli, e divenne Regina d'Italia dopo l'assassinio del Re Umberto I nel 1900.
Fu una Sovrana molto amata dal popolo italiano cui fu sempre vicino, condividendone le sofferenze nei gravi momenti dell'ultimo conflitto mondiale.
Partita in esilio dopo l'abdicazione del Re Vittorio Emanuele III, morì a Montpellier (Francia) il 28 novembre 1951, ed ivi riposa tuttora.
Non è la prima volta che le Poste Italiane emettono un francobollo per ricordare un membro della Real Casa d'Italia: già nel 1995 fu emesso un foglio filatelico comprensivo di nove francobolli da 750 lire intitolato "Avvenimenti storici della seconda Guerra Mondiale". Apriva la serie in alto a sinistra l'immagine di una donna in primo piano a colori con lo sfondo di una baracca lunga, bassa, grigia, circondata da filo spinato. L'iscrizione recitava: "I campi di concentramento - Mafalda di Savoia". Si veda il nostro precedente articolo in proposito.

Euro: nelle nuove monete i Sovrani d'Europa
Il 1º gennaio 2002 nei dodici paesi membri dell'Unione economica e monetaria sono entrate in circolazione le banconote e le monete in euro. L'introduzione dell'euro rappresenta un cambiamento che va oltre la semplice sostituzione di una valuta con un'altra. Saranno coniate 50 milardi di nuove monete, che avranno una faccia comune per tutti i dodici paesi aderenti all'Unione Europea e una faccia nazionale diversa per ogni paese. Le nuove banconote stampate saranno invece 14 miliardi e mezzo, e saranno uguali in tutti dodici Paesi. Il valore complessivo delle banconote e delle monete create ammonterà a circa 664 miliardi di euro.
Ovviamente i paesi aderenti che sono retti da una Monarchia non hanno rinunciato a riprodurre sulle proprie monete l'effige dei rispettivi sovrani.
Gli euro belgi raffigurano tutti il Re Alberto II e il suo monogramma - una "A" maiuscola sotto una corona - tra le 12 stelle dell'Unione europea. Non si capisce però perché mai il Sovrano sia stato ritratto con gli occhiali.
Quelli Lussemburghesi riporteranno l'effige di Sua Altezza Reale il Granduca Henri, che per la prima volta appare su di una moneta dopo la sua recente incoronazione. Sarà anche riportato l'anno di emissione e il termine "Lussemburgo" in lingua lussemburghese (Lëtzebuerg).
Sulle monete in euro coniate nei Paesi Bassi saranno rappresentate due diverse effigi, raffiguranti la Regina Beatrice. Sulle monete da €1 e €2, la Sovrana è mostrata di profilo con la dicitura "Beatrice, Regina dei Paesi Bassi". Metà della circonferenza della moneta riporta le dodici stelle. Sulle monete da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi è rappresentata la Regina Beatrice, sempre di profilo, ma con la dicitura "Beatrice, regina dei Paesi Bassi" impressa lungo il bordo delle monete.
In Spagna sono stati scelti tre soggetti differenti. Le monete da €1 e €2 raffigurano Re Juan Carlos I de Borbòn y Borbòn. Sulle monete da 10, 20 e 50 centesimi è raffigurato Miguel de Cervantes, padre della letteratura spagnola, simbolo dell'universalità e delle capacità dell'uomo. Le monete da 1, 2 e 5 centesimi riproducono la facciata della Cattedrale di Santiago de Compostela, splendido esempio dell'arte romanica spagnola e famosa meta di pellegrinaggio.
Il Principato di Monaco ha ottenuto di poter battere moneta, ed a scelto per gli spiccioli lo stemma della Casa Grimaldi, per le monete da 10,20 e 50 centesimi il sigillo usato dai fondatori del Principato, per il pezzo da €1 le due effigi del Principe Ranieri III e dell'erede Alberto, infine per la moneta da €2 il profilo del Sovrano.
Infine anche lo Stato della Città del Vaticano è stato autorizzare a battere moneta, riportante l'effigie del Santo Padre, per 670.000 EUR all'anno, con un surplus di monete pari a 201.000 EUR in aggiunta al limite massimo in caso di Sede Vacante, in ricorrenza di un Anno Santo, nell’anno di apertura di un Concilio Ecumenico. E' stata comunque conservata la prerogativa per il Vaticano di coniare monete da collezione (anche in euro) e medaglie per le quali si servirà dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Queste norme sono contenute nella Convenzione che la Repubblica Italiana, per conto della Comunità Europea, ha siglato con lo Stato della Città del Vaticano, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 25 ottobre 2001.

Due singolari casi di lesa maestà
Negli ultimi tempi si è assistito a due casi di lesa maestà, curiosa per i mezzi che sono stati utilizzati per attentare all'incolumità dei Sovrani colpiti: una torta alla fragola ed una rosa.
A sperimentare la prima è stato S.M. il Re Carlo XVI Gustavo di Svezia, lo scorso 5 settembre, quando durante una visita alla riserva ornitologica di Varberg è stato colpito in piena faccia da una crostata di fragole con la panna scagliata da un giovane contestatore appena diciassettenne, che ha dichiarato di non aver voluto attaccare il Sovrano in quanto tale ma come simbolo delle autorità svedesi. Se il Re si è dimostrato piuttosto divertito per questo gesto -che ad alcuni potrebbe sembrare una semplice ragazzata- ciò non vale per le autorità svedesi che hanno subito arrestato il potenziale regicida ed aperto un fascicolo per attentato all'incolumità del Sovrano.
E' invece una semplice rosa l'arma impropria che una giovane lettone di appena sedici anni ha utilizzato a Riga lo scorso novembre per colpire al volto S.A.R. il Principe di Galles, per protestare con la guerra in Afganistan e l'ingresso della Lettonia nella NATO: nonostante il perdono del Principe di Galles e le Sue parole di sostegno per le motivazioni che hanno ispirato il gesto, le autorità lettoni hanno dichiarato di voler procedere con la massima severità e la giovane rischia ora una pena che può arrivare a due anni di detenzione.

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