Ci sono 111 notizie in totale divise in 37 pagine e questa è la pagina n° 26
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| Bologna ricorda la Principessa Mafalda |
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Il 20 giugno 2002, nel centenario della nascita, il Comune di Bologna ha inaugurato una rotonda dedicata alla memoria di S.A.R. la Principessa Mafalda di Savoia.
La vicenda della sua deportazione da parte dei nazisti al campo di sterminio di Buchenwald, dove poi morì, ha rappresentato per la Real Casa il più triste episodio legato alla seconda Guerra Mondiale.
La Principessa Mafalda Maria Elisabetta, nacque a Roma il 19 novembre 1902 a Villa Ada, figlia di S.M. il Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena e sposò poi il 23 settembre 1925 al Castello di Racconigi il Principe Filippo d'Assia da cui ebbe quattro figli. |
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L'armistizio dell'8 settembre 1943 e l'improvvisa partenza della Famiglia Reale e del Governo verso l'Italia liberata avvennero mentre la Principessa Mafalda si trovava a Sofia ad assistere la sorella Giovanna che era da pochi giorni rimasta vedova del Re Boris III di Bulgaria. Totalmente all'oscuro della sorte che era stata riservata ai suoi cari, Mafalda decise di tornare in Italia accompagnata dal Conte Federico Avogadro di Vigliano, con il quale giunse fino in Vaticano dove i figli erano stati accolti da Monsignor Montini che tuttavia rifiutò di darle protezione.
Il 23 settembre con un sordido tranello gli invasori nazisti catturarono la Principessa Mafalda e la deportarono al campo di sterminio di Buchenwald dove venne assegnata alla baracca n° 15 con il nome di Frau Weber, e dove non le fu più consentito di avere contatti con la famiglia, che nulla più della sua sorte fino alla conclusione della guerra.
Il 25 agosto 1944 durante un bombardamento degli anglo-americani, una bomba colpì la baracca n° 15 e la Principessa rimase con un braccio imprigionato sotto le macerie. Solo tre giorni dopo, viste le sue gravissime condizioni, il medico del campo -Dottor Schiedlausky che non era nemmeno un chirurgo!- si decise ad amputare l'arto, operazione che durò oltre quattro ore e non riuscì a salvarla dalla setticemia, anzi.
Alle 5 e mezza del mattino seguente la Principessa era già morta per dissanguamento, vittima delle cattive cure del medico che fu poi impiccato dagli Alleati per aver commesso esperimenti su cavie umane.
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| Francobolli celebrativi degli Stati Preunitari |
Negli ultimi 15 mesi le Poste Italiane hanno celebrato con tre diverse emissioni filateliche il primo francobollo realizzato in antichi Stati Italiani, e più precisamente i primi bolli del Regno di Sardegna, del Regno Lombardo Veneto, del Gran Ducato di Toscana e -recentemente- dei Ducati di Parma e Modena. Per ciascuna iniziativa riproduciamo la descrizione ufficiale contenuta nel programma filatelico dell'Ente Poste Italiane.
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Data di emissione 31 marzo 2001. Valori lire 800 - euro 0,41, per ciascun soggetto. Tiratura tre milioni e seicentomila esemplari, per ciascun francobollo. Vignettepresentano la medesima impostazione grafica che raffigura, in ciascuna, il primo francobollo emesso da tre antichi Stati italiani che si ripete in una sequenza di profili in parte sovrapposti e precisamente: per il Regno Lombardo Veneto è riprodotto, su un fondino verde, il francobollo da «5 CENTES.» di colore giallo ocra, raffigurante lo stemma austro-ungarico in uno scudo, emesso il 1° giugno 1850; per il Regno di Sardegna è riprodotto, su un fondino celeste, il francobollo da di colore nero, raffigurante l'effigie di Vittorio Emanuele II, emesso il 1° gennaio 1851; per il Granducato di Toscana è riprodotto, su un fondino giallo il francobollo «1. QUATTR» di colore nero su grigio, raffigurante il Leone Mediceo, detto «Marzocco», con corona sulla testa, emesso il 1° aprile 1851. Completano ciascun francobollo la rispettiva legenda «REGNO LOMBARDO VENETO», «REGNO DI SARDEGNA» e «GRANDUCATO DI TOSCANA», la scritta «ITALIA» ed il valore «800» «€0,41». |
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Data di emissione 26 gennaio 2002. Valore € 0,41 Tiratura tre milioni e cinquecentomila esemplari. Vignetta riproduce, su un fondino giallo dove è ripetuto a tappeto il giglio borbonico, il primo francobollo di «CENTS 5» di colore giallo arancio, raffigurante il giglio borbonico sormontato dalla corona ducale, emesso il 1° giugno 1852 dal Ducato di Parma. Completano il francobollo la legenda «DUCATO DI PARMA», la scritta «ITALIA» ed il valore «€ 0,41». |
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Data di emissione 1 giugno 2002. Valore € 0,41. Tiratura tre milioni e cinquecentomila esemplari. Vignetta riproduce su un fondino rosso dove è ripetuta a tappeto l'aquila estense, uno dei primi francobolli emessi nel 1853 da Ducato di Modena e precisamente il francobollo di «Lira 1», stampato in nero su carta bianca a mano recante in filigrana la lettera «A», raffigurante l'aquila estense sormontata dalla corona ducale. Completano il francobollo la legenda «DUCATO DI MODENA», la scritta «ITALIA» ed il valore «€ 0,41». |
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Data di emissione 4 ottobre 2002. Valore € 0,41 Tiratura tre milioni e cinquecentomila esemplari. Vignetta riproduce, su un fondino verde dove sono ripetuti a tappeto tiara e chiavi, uno dei primi francobolli emessi nel 1852 dalla Stato Pontificio e precisamente«IL FRANCO BOLLO POSTALE BAJ 5» di colore rosa chiaro raffigurante la tiara e le chiavi, emblema dell´antico Stato. Completano il francobollo la leggenda «STATO PONTIFICIO», la scritta «ITALIA» ed il valore «€ 0,41» | |
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| Il nuovo stemma dei Vigili del Fuoco |
Con decreto del Ministero dell'Interno 6 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2002, è stato individuato, in sostituzione di quello attualmente in uso, lo stemma che deve rappresentare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Recuperando una tradizione storica e culturale, il nuovo stemma sarà lo stesso che fu adottato in occasione della costituzione del Corpo. Il decreto MINISTERO DELL'INTERNO DECRETO 6 maggio 2002 Individuazione dello stemma in uso al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. IL MINISTRO DELL'INTERNO Visto il decreto ministeriale n. 11612 del 1 settembre 1992, con cui all'art. 1 veniva approvato, in sostituzione di quello fino allora in uso, il nuovo stemma del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; Considerato che con decreto del Presidente della Repubblica 9 settembre 2001, n. 398, e' stato istituito il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile; Ritenuto che il nuovo assetto istituzionale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco debba costituire anche occasione per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni storico culturali del Corpo stesso; Considerato pertanto opportuno ripristinare lo stemma in uso alla data di costituzione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco: Decreta: Art. 1. L'art. 1 del decreto ministeriale n. 11612 del 1 settembre 1992, e' abrogato. Art. 2. Lo stemma del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e' costituito da una fiamma che sormonta una circonferenza sovrapposta a due asce incrociate, come riportato nell'allegato A che forma parte integrante del presente decreto. Art. 3. Il Capo Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile e' incaricato dell'esecuzione del presente decreto. Roma, 6 maggio 2002 Il Ministro: Scajola
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