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  araldica, genealogia, nobiltà, ordini cavallereschi, storia, diritto e tradizioni nobiliari
venerdì 10 settembre 2010
 


Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio




Di antichissima origine, il Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio, istituzione cavalleresca dinastica di ispirazione militare e religiosa venne ceduto dall'ultimo discendente dei Comneno, senza eredi, a Francesco I Farnese, Duca di Parma e Piacenza, con atto rogato nel 1697. Il trasferimento del Gran Magistero ai Farnese fu approvato nel 1699 dall'Imperatore Leopoldo I e confermato dal Pontefice Innocenzo XII nello stesso anno, riconoscendo Gran Maestro dell'Ordine ai discendenti della Casa Farnese, Duchi di Parma e Piacenza "pro tempore ". Nel 1700 Francesco I assunse solennemente il Gran Magistero nella Chiesa Magistrale della Steccata di Parma, che divenne, con il benestare del Pontefice, la sede conventuale dell'Ordine. Nel 1705 il Duca promulgò i nuovi Statuti, ancor oggi in vigore, che vennero approvati dalla Santa Sede l'anno seguente.



Fra' Galgario, Ritratto di Cavaliere dell'Ordine Costantiniano
olio su tela, cm 109x87, 1740 ca., Museo Poldi Pezzoli - Milano

Papa Clemente XI nel 1718, con la Bolla "Militanti Ecclesiae", confermò definitivamente la natura dinastica dell'Ordine, sottolineando ulteriormente le doppie condizioni necessarie all'assunzione del Gran Magistero: essere discendenti dei Farnese e Duchi di Parma e Piacenza. Con la morte senza figli dell'ultimo Duca Antonio, fratello di Francesco, il Gran Magistero passò a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, sorella di Antonio, e di Filippo V, Re di Spagna. Quando Carlo III di Borbone divenne Re delle Due Sicilie trasferì da Parma a Napoli il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano, nonostante venisse meno la chiara condizione statutaria legata alla sovranità del Ducato di Parma e Piacenza. I Duchi Filippo e Ferdinando rivendicarono energicamente per tutto il '700 il Gran Magistero dell'Ordine, ma senza alcun risultato perché politicamente troppo deboli per inimicarsi fratelli e cugini napoletani e spagnoli.



Stemma di Casa Farnese

Solo nel 1816 il Ducato di Parma e Piacenza poteva finalmente riappropriarsi del proprio patrimonio araldico cavalleresco, quando la Duchessa Maria Luigia d'Asburgo rivendicò e assunse il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano di Francesco Farnese, in qualità di Duchessa di Parma e Piacenza e di discendente dei Farnese per via dell'Imperatrice sua Madre. Dopo le prime rimostranze della Casa Reale delle Due Sicilie, fra i due Ordini Costantiniani di Parma e di Napoli si instaurò una "convivenza" che potremmo definire di reciproca tolleranza, proprio perché alla base vi erano questioni interpretative di delicata e difficile comprensione ed equilibri consolidati che sarebbe stato impossibile rimettere in discussione.
Con il ritorno dei Borbone sul trono di Parma, dopo la morte di Maria Luigia nel 1847, il Gran Magistero fu assunto da Carlo Lodovico, già Duca di Lucca, e successivamente dal figlio Carlo III.



Monumento funebre della Duchessa Maria Luigia d'Austria
Chiesa della Steccata, Parma


Alla metà dell'Ottocento numerosi Sovrani risultano insigniti dell'Ordine parmense, fra i quali l'Imperatore d'Austria, l'Imperatore del Brasile, lo Zar di Russia, il Granduca di Toscana, il Re di Prussia, il Duca di Modena, Don Francesco d'Assisi (Re Consorte di Spagna), che riconobbero ufficialmente l'Ordine parmense nei loro Stati. Nel 1869, a Roma, il Duca Roberto I, figlio di Carlo III, nominò Gran Cancelliere dell'Ordine il Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna. Dopo l'unità d'Italia il Duca Roberto, come fece con l'Ordine di San Lodovico, continuò a conferire l'Ordine Costantiniano non solo a membri della propria Famiglia, ma anche a Capi di Stato, dignitari, funzionari di tutta Europa. Ricordiamo fra questi il Principe Alberto I di Monaco e Ferdinando I e Boris III di Bulgaria.


La croce è ovviamente la medesima successivamente adottata dall'Ordine Costantiniano di San Giorgio delle Due Sicilie, dalla quale differisce per l'omega minuscolo anzi che maiuscolo.
L'Ordine, dopo la riforma della Duchessa Maria Luigia del 1845, è diviso in cinque classi: Senatori Gran Croce con collana, Senatori Gran Croce, Commendatori, Cavalieri di I e II classe.
La Repubblica Italiana, con decreto del Ministero degli Affari Esteri, ha riconosciuto la natura "non nazionale" del S.A.I. Ordine Costantiniano di San Giorgio, autorizzandolo formalmente all'uso in attuazione della legge 3 marzo 1951, n.178, art. 7, riconoscendo dunque implicitamente allo stesso piena validità giuridica e confermandone al Principe Carlo Ugo di Borbone, Capo della Casa Reale Borbone Parma, Duca di Parma e Piacenza, l'uso legittimo e la proprietà dinastica.
Gran Prefetto dell'Ordine è S.A.R. il Principe di Piacenza Carlo Saverio, figlio primogenito del Gran Maestro; Gran Cancelliere è stato nominato il Principe Don Diofebo Meli Lupi di Soragna; Vice Gran Cancelliere il Marchese Manfredi Landi di Chiavenna, mentre Segretario è il Nobile Arch. Paolo Conforti.
Dal 1922 i beni dell'Ordine sono amministrati da un Consiglio di nomina governativa, che vede la presenza del Vescovo di Parma, che svolge anche le funzioni di Gran Priore, del Sindaco, del Prefetto, del Presidente della Provincia, del Rettore dell'Università degli Studi, del Presidente del Tribunale, del Soprintendente alle Gallerie. Il Consiglio Generale di Amministrazione è attualmente presieduto dal cavaliere del lavoro e Senatore di Gran Croce dell'Ordine Calisto Tanzi, Presidente della Parmalat s.p.a.
Il Principe Carlo Ugo, Duca di Parma e Piacenza, Gran Maestro, con riferimento agli statuti originali del 1705, riformati da Francesco Farnese, concede eccezionalmente questa onorificenza, nello stesso spirito di difesa e salvaguardia dei valori cristiani propri dei contenuti statutari originari, con particolare riferimento a meriti di rilievo di natura storica e culturale legati allo studio e alla riscoperta della antiche tradizioni Ducali degli Stati parmensi.





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