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| araldica, genealogia, nobiltà, ordini cavallereschi, storia, diritto e tradizioni nobiliari | domenica 5 febbraio 2012 |
Regno d'ItaliaINDICE DELLE SEZIONIOrdine Supremo della Santissima Annunziata
Deriva dall'Ordine del Collare che secondo
il Sansovino sarebbe stato fondato nel 1362 da Amedeo VII. La prima
investitura si tenne nel 1364 ad Avignone e durante la cerimonia furono concessi
i primi collari, che furono 15 in ricordo delle 15 allegrezze della Beata
Vergine Maria. L'Ordine del Collare era riservato ai nobili più illustri e
fedeli al Sovrano e una regola statutaria prevedeva che tutti gli insigniti,
incluso il Gran Maestro, fossero considerati pari e si chiamassero fra loro
"fratelli".
L'insegna era un gioiello composto da
tre nodi di Savoia intrecciati, che rappresentavano la Santa Trinità, il quale
pendeva da un collare in origine composto da un semplice cerchio
d'oro, recante 4 scritte "FERT", che a volte ogni insignito
personalizzava con l'aggiunta di elementi decorativi.
Amedeo VIII, primo Duca di Savoia, diede
la prima regolamentazione ufficiale dell'Ordine e della sua decorazione
stabilendo che nel collare fossero alternati i nodi di Savoia con la scritta
"FERT" e 15 rose, che ricordano la Rosa d'Oro inviata da Urbano V al Conte
Amedeo IV nel 1364 quando gli conferì le insegne di Cavaliere Crociato.
Nel 1518 il Duca Carlo III "il
Buono" aggiunse nell'insegna l'immagine dell'Annunciazione ed ordinò che
l'Ordine fosse da allora innanzi chiamato Ordine dell'Annunziata. Cinque nuovi
collari furono creati per cinque nuovi cavalieri, a onorare le 5 piaghe di Gesù
crocifisso. Emanuele Filiberto sancì che il Duca ed il Principe Ereditario
non fossero inclusi nel limite statutario dei 20 insigniti.
Carlo Emanuele II nel 1639 portò il
requisito per l'ammissione a 5 generazioni di nobiltà per i quattro quarti del
candidato, concesse a tutti i Cavalieri la carica senatoriale e li esentò
dalla giurisdizione ordinaria nonché da tasse e contribuzioni.
Re Vittorio Emanuele II con Carta Reale
del 3 giugno 1869 aprì l'Ordine anche ai non nobili, purché in possesso di
importanti meriti civili o militari. Nella stessa occasione ai Cavalieri fu
concesso il trattamento di "cugini del Re" (al quale davano del "tu") e venne
altresì conferita la dignità di Grande Ufficiale dello Stato.
Dispose inoltre che gli ecclesiastici e
gli stranieri potessero essere ammessi come Cavalieri soprannumerari,
e Re Vittorio Emanuele III con R.D. 14 marzo 1924 estese tale deroga anche
ai Principi Reali Suoi parenti in linea retta fino al V grado.
Fonti:
Insegne:
Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Amedeo VIII "il Pacifico", dopo aver
abdicato in favore del figlio Ludovico, si ritirò nel monastero di Ripaglia e
qui fondò la Sacra Milizia di San Maurizio, in ossequio alla un lunga tradizione
di devozione sviluppatasi in Savoia verso questo Comandante della Legione Tebana
che aveva subito il martirio per opera di Diocleziano. La Milizia, nonostante il
carattere religioso, era stata istituita come Consiglio di Stato, ed i suoi
membri erano eletti con il parere di quelli che già ne facevano parte.
Il Duca Emanuele Filiberto riformò gli
statuti attribuendo all'Ordine i compiti di difendere la Fede contro i
pirati saraceni, e di assistere i poveri e gli ammalati. Nel 1572 l'Ordine
ottenne l'approvazione del Pontefice Gregorio XIII e l'anno successivo l'Ordine
di San Maurizio venne amalgamato con l'antica Milizia di San Lazzaro di
Gerusalemme, nato in Terra Santa per la cura e la difesa dei malati di
lebbra.
Il Re Carlo Alberto nel 1831 lo suddivise
nelle tre classi di Cavaliere (cui si poteva accedere per grazia o per
giustizia), Commendatore e Cavaliere di Gran Croce (ambedue limitate). Nel
1839 Egli istituì altresì la Medaglia Mauriziana, che poteva
essere concessa esclusivamente ai militari membri dell'Ordine che avessero
prestato 10 lustri (50 anni!) di servizio militare, ed era divisa in due classi,
una per gli Ufficiali Generali ed una per gli altri Ufficiali e Sottufficiali.
Durante la prima guerra mondiale e fino al 1923 essa fu coniata sul bronzo "dei
cannoni tolti al nemico".
Vittorio Emanuele II abolì nel 1851 il
ceto di giustizia e l'attribuzione di Sacra Religione, e nel 1855 portò le
classi a cinque: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore di prima classe (dal 1865
chiamato Grande Ufficiale), Commendatore (di seconda classe), Gran Croce.
Con la proclamazione del Regno d'Italia,
l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, pur mantenendo la propria natura di
ordine dinastico, fu "prestato" al servizio dello Stato: nel 1929 vennero
regolati i conferimenti e nel 1930 fu stabilita la graduatoria delle cariche
dello Stato ai fini dell'attribuzione delle varie classi da conferire, seguendo
l'esempio della Legione d'Onore francese.
Fonti:
Insegne:
Ordine Militare di Savoia
Esso Trae origine dall'Ordine dei decorati al Valor Militare istituito da Vittorio Amedeo III nel 1793, caduto in disuso durante il periodo della dominazione Napoleonica per essere successivamente rielevato al rango spettantegli il 1° aprile 1815 da Vittorio Emanuele I. Lo stesso Sovrano, il 14 agosto 1815 lo abrogò assieme alle Medaglie al Valore ed istituì l'Ordine Militare di Savoia con l'intento di creare un'onorificenza da dare in sostituzione a coloro che, combattenti nelle armate italiane di Napoleone, avessero ottenuta la Legion d'Onore (oppure l'Ordine della Corona di Ferro) per meriti militari conservando, al tempo stesso, il carattere democratico della decorazione francese. Aveva come scopo di ricompensare alti meriti militari di soldati semplici e graduati che si fossero distinti "in battaglia, od in altro fatto di guerra" ed era suddiviso inizialmente nelle quattro classi di Milite, Cavaliere, Commendatore e Cavaliere di Gran Croce.
L'insegna consisteva in una croce sabauda, in argento per i Militi e d'oro per gli altri gradi, smaltata di rosso e bianco, contornata da un serto d'alloro srnaltato di verde, sorrnontata dalla corona reale, e veniva conferita personalmente
dal Sovrano alla presenza delle truppe schierate a rendere gli onori militari.
I Militi la portavano infilata in un nastro turchino ed appuntata sul petto, come i Cavalieri il cui nastro era caricato da una rosetta; i Commendatori portavano la croce appesa al collo mentre i Cavalieri di Gran Croce la indossavano pendente da una sciarpa turchina portata a tracolla da destra a sinistra, assieme ad una placca pettorale in argento con al centro uno scudo azzurro circolare sormontato dalla cifra aurea « VE» e circondato dalla dicitura « Al Merito ed al Valore ». Le concessioni dell'Ordine non si sostituivano fra loro, ed era così possibile ottenere due Croci da Cavaliere, o usare congiuntamente l'insegna di una classe con quella di grado superiore. Gli insigniti di medaglie al valore
militare venivano d'ufficio iscritti nell'albo dell'Ordine, e colori i quali
erano stati decorati dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro per azioni
militari potevano, a semplice domanda, essere autorizzati a portare anche la
nuova insegna. Tale facoltà era inoltre prevista anche per gli insigniti della
Legion d'Onore o dell'Ordine napoleonico della Corona di Ferro che fossero
successivamente divenuti sudditi sabaudi ed avessero prestato servizio attivo
nell'Armata Sarda.
Nel 1833 il Re Carlo Alberto, riconosciuto che i titoli richiesti per la concessione dell'Ordine Militare erano troppo severi, ristabì la possibilità di concedere Medaglie al Valore (Oro e Argento) in premio a generosi atti compiuti in guerra ed in pace da militari cosicché l'Ordine cadde in disuso, mentre agli ufficiali si continuò a concedere l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Nel 1855 Vittorio Emanuele II decise di riprendere l'Ordine Militare di Savoia, quale massima ricompensa al merito da attribuire a coloro che, al comando di qualsiasi unità operativa, si distinguessero per spirito d'iniziativa, perizia e valore. L'incarico di studiare una riforma dell'Ordine, su basi sostanzialmente nuove, fu affidato al Generale Giacomo Durando. La riforma Durando previde la concessione dell'onorificenza a italiani e stranieri, per fatti di guerra, per azioni di carattere bellico del tempo di pace e per particolari benemerenze o servizi resi all'Amministrazione militare. La scala gerarchica fu suddivisa nei gradi di Cavaliere,
Ufficiale (per gli ufficiali generali e superiori), Commendatore di seconda classe (per i gradi superiori, a colonnelli e capitani di vascello), Commendatore di prima classe (poi in forza del decreto 28 marzo 1857 rinominato Grande Ufficiale, genericamente destinato ad ufficiali generali ed ammiragli)e Cavaliere di Gran Croce (ad ufficiali generali e ammiragli comandanti in capo o di armate, in guerra). A partire dal 1859, poi, fu stabilito che il grado superiore sostituisse quello inferiore.
Anche l'insegna fu variata. La croce patente di smalto bianco con punte triangolari, filettata d'oro, ebbe al centro uno scudetto rosso con con il monogramma reale « VE» in oro, due sciabole incrociate e la data del 1855; sul retro lo stemma sabaudo circondato dalla dicitura «AI Merito Militare». La stessa croce, contornata da un serto di quercia e alloro, venne infilata in un nastro turchino con banda rossa centrale.
La prima distribuzione delle croci al merito militare coincise con l'intervento piemontese nella guerra di Crimea. In quell'occasione la Gran Croce fu concessa all'Imperatore Napoleone III, al Generale Alfonso La Marmora (capo del corpo di spedizione piemontese), al Maresciallo di Francia Aimable Jean Jacques Pélissier ed al Generale Giacomo Simpson (comandanti d'armata alleati).
L'onorificenza poteva anche essere conferita "sul campo" dal Comandante superiore del militare proposto; ed anche alla Bandiera di reparti distintisi nel corso di azioni collettive, in forze non inferiori al reggimento. Dopo la Prima Guerra Mondiale saranno decorati interi reparti di truppe combattenti. L'Arma di Fanteria ebbe la Croce di Cavaliere con decreto del 5 giugno 1920, ed in conseguenza furono autorizzate a fregiarsi dell'insegna le Bandiere di 237 Reggimenti di Fanteria, 21 di Bersaglieri e 9 di Alpini. Nello stesso conflitto, furono concesse 25 Gran Croci, 31 Grandi Ufficialati, 64 Commende, 186 Ufficialiati e 661 Cavalierati, ad italiani e alleati. In seguito furono decorate le Bandiere dell'Arma dei Carabinieri, della Cavalleria, dell'Artiglieria, del Genio, della Guardia di Finanza, della Marina Militare e 19 Legioni combattenti della M.V.S.N.
Un caso a parte riguarda la concessione, nel 1877, della Croce di Ufficiale «per militari benemerenze nella campagna dell'Italia meridionale» al Deputato Francesco Crispi, unico civile ad esserne mai stato decorato.
Fonti:
Numero delle concessioni:
Insegne: - Tavola di insieme dei vari gradi
Ordine Civile di Savoia
In linea con il progetto di Vittorio
Emanuele I di ricompensare i meriti con premi diversi a seconda del campo in cui
erano stati conseguiti, Carlo Alberto istituì nel 1831 l'Ordine Civile di
Savoia, destinata a coloro che per professioni utili ed onorevoli, recavano con
i loro studi lustro e prestigio alla Corona ed alle Istituzioni.
L'Ordine comprendeva una sola classe e fu
accessibile a tutti, indipendentemente dall'estrazione sociale o dalla
religione. Il primitivo limite di 40 insigniti, fu portato a 50 nel 1859, a 60
nel 1861 e a 70 nel 1887, per meglio rispondere all'ampliamento del Paese.
Fonti:
Insegne:
Ordine della Corona d'Italia
Con il passaggio del Veneto sotto la sovranità italiana alla fine della III guerra di indipendenza, fu restituita al Re d'Italia la corona ferrea che, dai tempi di Carlo Magno, era considerata il simbolo del dominio sulla penisola.
Già Napoleone, proclamatosi Re d'Italia, aveva istituito un Ordine cavalleresco sotto il titolo della Corona ferrea, e lo stesso Imperatore d'Austria, restaurato nei domini del lombardo-veneti, aveva fondato un ordine omonimo.
L'Ordine della Corona d'Italia era destinato a premiare cittadini italiani e stranieri che si fossero resi benemeriti verso la Nazione, la Corona o il Sovrano, i quali potevano essere ammessi in ogni classe, senza dove ricevere preventivamente la croce di cavaliere.
Inoltre l'appartenenza all'Ordine era propedeutica al conferimento dell'Ordine mauriziano, giacché per ricevere quest'ultimo era necessario essere stati insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia.
Con l'avvento della Repubblica, i cittadini italiani che avessero ricevuto l'onorificenza prima del 2 giugno 1946 poterono continuare a fregiarsene, con la particolarità che nei nastrini per militari le coroncine dovevano essere sostituite da altrettante stellette a cinque punte.
Quest'importante ordine, fondato dal primo Re d'Italia, cessò alla morte dell'ultimo Sovrano nel 1983.
Fonti:
Ordine Coloniale della Stella d'Italia
Fu istituito con motu proprio del 18 gennaio 1914, dopo che con la guerra di Libia era iniziata l'avventura coloniale in Africa, al fine di ricompensare i meriti dei regnicoli, specialmente indigeni.
Per questo fu disposto che gli italiani insigniti delle classi di Cavaliere, Ufficiale e Commendatore non potessero superare la metà del numero massimo annuale dei conferimenti che era stabilito in 150 per i Cavalieri, 50 per gli Ufficiali, 20 per i Commendatori, 7 per i Grandi Ufficiali e solo 4 per i Gran Cordoni.
Dopo la perdita dell'Impero ed il mutamento istituzionale l'Ordine non fu mai più concesso.
Insegne: - Tavola di Insieme
Ordine al Merito del Lavoro
Fu istituito da Re Vittorio Emanuele III nel 1901 al fine di sostituire le medaglie d'oro e d'argento al merito agricolo, industriale e commerciale istituite da Re Umberto I con R.D. 1 maggio 1898 e giudicate non più idonee a ricompensare il lavoro dei regnicoli in Italia ed all'estero.
Le nomine venivano effettuate con Regio Decreto previa selezione dei nominativi da parte del Ministro dell'Industria sulla base di una lista elaborata da un apposito consiglio. A fianco poi di quest'ordine, che consisteva in un solo grado che dava agli insigniti gli stessi onori riservati ai Cavalieri degli altri Ordini, fu istituita la "Stella al Merito del Lavoro", decorazione che veniva conferita per meriti di anzianità ai lavoratori manuali che avessero dato prova di particolare perizia, dedizione e fedeltà.
L'Ordine al Merito del Lavoro e la relativa Stella furono poi mantenuti dalla Repubblica Italiana.
Fonti:
Insegne:
Ordine Civile e Militare dell'Aquila Romana
Fu istituito da Re Vittorio Emanuele III il 14 marzo 1942 al fine di ricompensare gli stranieri che, civili o militari, avessero acquistato benemerenze verso l'Italia.
Consisteva nei soliti cinque gradi, divisi in classe civile e classe militare, a cui si aggiunse un sesto grado quando, nell'agosto 1942, i Cavalieri di Gran Croce furono divisi in classe d'oro e classe d'argento. Quest'ultima modifica (invero piuttosto originale) si accompagnò all'istituzione di due medaglie al merito, d'argento e di bronzo.
Fondato dal Re Imperatore che ne aveva riservato il Gran Magistero a Sé ed i Suoi Discendenti, quest'ordine di chiara matrice fascista fu dal Regno abolito con decreto luogotenenziale 5 ottobre 1944. Esso continuò tuttavia ad essere conferito dalla Repubblica di Salò.
Fonti:
Insegne:
Ordine al Merito di Savoia
Non si tratta per la verità di un'onorificenza del Regno d'Italia ma di un Ordine dinastico istituito nel 1988 da S.A.R. il Principe Reale Vittorio Emanuele per ricompensare uomini e donne benemeriti verso Casa Savoia.
I gradi sono i soliti cinque per i cavalieri e tre per le dame (Dama, Dama di Commenda, Dama di Gran Croce). La decorazione, che ricorda un po' quella dell'Ordine Civile di Savoia, pende da un nastro azzurro attraversato da una striscia bianca posta al centro.
Alla data del 1° gennaio 2000 gli insigniti erano ben 1453, a dimostrazione della devozione e della fedeltà che in tanti provano per la Real Casa.
Insegne:
Regno italiano d'AlbaniaOrdine della Besa
In seguito all'unione della Corona di Albania con quella di Italia vennero a confluire nel patrimonio cavalleresco italiano due nuovi ordini, il più importante dei quali era quello della Besa ovvero della "fedeltà" al Sovrano ed alla Patria.
Paragonabile per importanza all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, l'Ordine della Besa era diviso nelle consuete cinque classi le cui insegne adattate al nuovo ordinamento con l'aggiunta dei fasci littori e di una coronetta circolare formati da nodi di Savoia alternati da rosette d'oro e con all'interno il motto "FERT". Particolarissime le insegne per i Cavalieri Ufficiali ed i Grandi Ufficiali, consistenti in un'aquila montata a spilla da portare sul petto a mo' di placca.
Insegne: - Tavola di insieme dei vari gradi
Ordine di Scanderbeg
Trae il nome dal famoso Giorgio Castriota (1414-1507), eroe nazionale albanese che combattè per liberare il proprio paese dalla dominazione turca meritando, per il proprio ardimento, il soprannome di "Scanderbeg" (da Alexander) richiamante le gesta di Alessandro Magno.
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