Art 1.
L'Ordine cavalleresco al merito del lavoro, istituito con
regio decreto 9 maggio 1901, n. 168, conferisce il titolo di cavaliere del lavoro
ed è concesso ai cittadini benemeriti nelle sottoindicate attività
per aver creato o ampliato le stesse:
a) nell'agricoltura, per avere compiuto opere rilevanti di difesa o di incremento
del patrimonio agrario, zoologico o di bonifica e disciplina di corsi d'acqua
o di rimboschimento dei terreni montani; per avere introdotto nuove colture
o importanti innovazioni o perfezionamenti nei processi produttivi;
per avere svolto efficace opera di tutela ecologica;
b) nell'industria, per le scoperte o le invenzioni industriali di grande importanza
pratica; per l'introduzione di considerevoli perfezionamenti tecnici; per la
creazione e l'organizzazione di importanti complessi industriali; per l'utilizzazione
più efficace delle fonti di energia, di forze motrici o di materie prime;
per le ideazioni tecniche atte a garantire la tutela igienico-ambientale dei
lavoratori;
c) nel commercio, nel turismo e nei servizi per le iniziative imprenditoriali
tese all'apertura o all'ampliamento di sbocchi alla produzione nazionale e all'offerta
turistica, all'incremento delle relazioni commerciali, alla creazione e allo
sviluppo di organismi atti a favorire gli scambi, alla conclusione di contratti
ed accordi aventi duraturi effetti di rilevante interesse per l'economia nazionale;
d) nell'artigianato, per avere con lavorazioni di alto pregio artistico e tecnico
contribuito a dare nuova e larga rinomanza alla produzione artigiana italiana;
e) nell'attività creditizia e assicurativa, per avere con la creazione
o l'organizzazione di efficienti entità finanziarie contribuito allo
sviluppo del complesso delle attività economiche nazionali, o per avere
posto in essere efficaci azioni a tutela del risparmio e della stabilità
monetaria.
Le benemerenze di cui ai punti specificati nel comma precedente possono contribuire
a formare titolo all'onorificenza per la stessa persona.
Concorrono, inoltre, a formare motivo di particolare benemerenza l'aver operato
per l'elevazione economica e sociale dei lavoratori, contribuendo alla eliminazione
dei divari esistenti, per lo sviluppo della cooperazione nonché in aree
o in campi di attività economicamente depressi.
Art. 2
La decorazione consiste in una croce d'oro piena, smaltata
verde, caricata di uno scudo di forma tonda, il quale da un lato presenta l'emblema
della Repubblica e dall'altro la dicitura: "Al merito del lavoro-1901".
La croce è sorretta da un collare di nastro listato da una banda di colore
rosso fra due bande verdi.
Il nastro può essere portato senza la decorazione.
Art. 3
I requisiti per ottenere la decorazione sono i seguenti:
a) aver tenuto una specchiata condotta civile e sociale;
b) aver operato nel settore per il quale la decorazione è proposta in
via continuativa e per almeno vent'anni con autonoma responsabilità;
c) aver adempiuto agli obblighi tributari ed aver soddisfatto ogni obbligo previdenziale
e assistenziale a favore dei lavoratori;
d) non aver svolto né in Italia, né all'estero attività
economiche e commerciali lesive della economia nazionale.
Art. 4
Le onorificenze sono conferite annualmente dal Presidente
della Repubblica, nel limite massimo di venticinque per ciascun anno.
Art. 5
Le candidature per il conferimento delle onorificenze sono
proposte da ciascun Ministro competente e, per i cittadini italiani residenti
fuori del territorio nazionale, dal Ministro degli affari esteri.
I prefetti in sede, in quanto organi rappresentativi del Governo nell'ambito
della provincia, possono inoltrare segnalazioni, che, per avere ulteriore corso,
devono essere fatte proprie dai Ministri destinatari.
Le candidature debbono essere inoltrate al Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato entro il 15 gennaio di ciascun anno.
Art. 6
Tutte le proposte di candidature vengono trasmesse ai prefetti,
territorialmente competenti, per un'istruttoria.
L'istruttoria tiene conto, oltreché delle informazioni di cui ciascuna
prefettura dispone, anche delle relazioni all'uopo richieste all'autorità
giudiziaria, alla camera di commercio, all'ispettorato del lavoro, all'intendenza
di finanza.
L'istruttoria è preordinata a documentare, ai sensi dell'articolo 1 della
presente legge, che i candidati si siano resi singolarmente benemeriti promuovendo
un incremento notevole dell'economia nazionale e contribuendo alla elevazione
economica e sociale dei lavoratori.
In caso di proposte concernenti più titolari o dirigenti di imprese di
eccezionali dimensioni, deve essere particolarmente valutato il contributo dato
da ciascuno all'iniziativa imprenditoriale e al suo sviluppo.
Le candidature dei prossimi congiunti di insigniti della distinzione possono
essere prese in considerazione se i nuovi candidati abbiano autonomamente contribuito
alla espansione delle originarie attività o si siano dedicati, con successo,
ad attività diverse.
Art. 7
L'istruttoria deve essere corredata da elementi e dati rigorosamente
controllati e tale da permettere un analitico esame dei titoli in possesso degli
interessati ed una valutazione comparativa con le benemerenze acquisite dagli
altri aspiranti.
Accertamenti specifici devono riguardare il possesso dei requisiti di cui all'articolo
3 della presente legge.
Possono inoltre essere presi in considerazione ai fini della valutazione comparativa
di cui al primo capoverso del presente articolo:
a) le iniziative realizzate riguardanti le finalità di cui al primo comma
dell'articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 597;
b) le opere sociali e di beneficenza eventualmente compiute;
c) l'estimazione ed il prestigio goduti negli ambienti economici e presso la
pubblica amministrazione e la popolazione.
Art. 8
La documentazione raccolta, a seguito dell'istruttoria, corredata da un motivato
parere del prefetto, dovrà pervenire al Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, per essere sottoposta al consiglio dell'Ordine,
entro il 31 marzo di ciascun anno.
Alla documentazione predetta sono allegati:
a) estratto del casellario giudiziario e certificato dei carichi pendenti;
b) certificato di nascita;
c) certificato di residenza e cittadinanza;
d) stato di famiglia;
e) certificato dell'intendenza di finanza in ordine al carico tributario con
precisazione dei redditi definiti ed in contestazione distinti per singole imposte
e tasse.
Art. 9
Il consiglio dell'Ordine è presieduto dal Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato o da un Sottosegretario di
Stato da lui delegato ed è composto da:
un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
un rappresentante del Ministero degli affari esteri;
un rappresentante del Ministero del bilancio e della programmazione economica;
un rappresentante del Ministero delle finanze;
un rappresentante del Ministero del tesoro;
un rappresentante del Ministero dell'agricoltura e delle foreste;
un rappresentante del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale;
un rappresentante del Ministero del commercio con l'estero;
un rappresentante del Ministero della marina mercantile;
un rappresentante del Ministero delle partecipazioni statali;
quattro membri in rappresentanza, ciascuno, degli industriali, degli agricoltori,
degli operatori del commercio, del turismo e dei servizi, delle imprese del
credito e delle assicurazioni, designati dalle rispettive organizzazioni sindacali
o, in mancanza, dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
otto cavalieri al merito del lavoro scelti dal Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato tra un numero doppio di nomi proposti dalla Federazione
nazionale dei cavalieri del lavoro.
Il consiglio dura in carica tre anni e i suoi membri non possono essere confermati
per più di due volte.
Art. 10
Il Consiglio dell'Ordine è convocato dal Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato entro la prima decade di maggio
per esprimere le valutazioni di competenza sulle proposte.
Le riunioni del consiglio dell'Ordine sono valide se sono presenti almeno due
terzi dei consiglieri.
Uno o più consiglieri sono incaricati di redigere una relazione sulle
designazioni.
Le designazioni si intendono approvate dal consiglio qualora conseguano, con
votazione segreta, il voto favorevole dei due terzi dei presenti.
Svolge funzione di segretario il funzionario preposto all'ufficio onorificenze
del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
I membri del consiglio dell'Ordine possono accedere, a partire dal ventesimo
giorno antecedente la data di convocazione del consesso, all'ufficio onorificenze
del Ministero per prendere visione delle candidature e della relativa documentazione.
Art. 11
Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
tenuto conto delle risultanze istruttorie e dell'esito delle votazioni del consiglio,
sceglie i candidati da proporre al Presidente della Repubblica per il conferimento
della onorificenza - di concerto, per quanto attiene alle designazioni di cui
al punto a) del comma 1 dell'articolo 1 della presente legge, con il Ministro dell'agricoltura
e delle foreste - tra quelli ritenuti idonei dal consiglio.
Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato sottopone alla
firma del Presidente della Repubblica il decreto di conferimento delle onorificenze
in tempo utile per darne notizia in occasione della festa della Repubblica.
Art. 12
Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
può proporre ogni anno la nomina di non più di due cittadini stranieri
che abbiano operato per almeno quindici anni continuativamente a favore della
economia italiana acquisendo alcuna delle benemerenze di cui all'articolo 1
della presente legge.
Art. 13
Incorre nella perdita dell'onorificenza l'insignito che
se ne renda indegno.
La proposta di revoca della onorificenza è comunicata all'interessato
affinché, entro il termine di decadenza di giorni trenta, presenti per
iscritto le difese da sottoporre alla valutazione del consiglio dell'Ordine,
che esprime il proprio parere nei successivi sessanta giorni.
Sono vincolanti per il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
le richieste di revoca indirizzategli dai soggetti di cui all'articolo 5, comma
1, della presente legge.
Previo parere del consiglio dell'Ordine e su proposta motivata del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, la revoca è disposta
con decreto del Presidente della Repubblica.
Art. 14
Sono abrogati il regio decreto 9 maggio 1901, n. 168, la
legge 27 marzo 1952, n. 199, la legge 15 novembre 1952, n. 1793, la legge 12
ottobre 1964, n. 1080, nonché ogni altra disposizione incompatibile con
la presente legge.
Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dalla sessione
di conferimento delle onorificenze successiva a quella in corso alla data di
entrata in vigore della legge stessa.