Ancora una volta -dopo il prezioso contributo del Maresciallo Severino- siamo debitori della Guardia di Finanza, che nella sua Rivista ha pubblicato questo interessantissima ricerca del Dott. Tito Lucrezio Rizzo, Consigliere Capo Servizio Vicario della Presidenza della Repubblica e Cultore di Storia del Diritto italiano presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università "La Sapienza" di Roma. Il Patronato era la più elevata forma adesiva con la quale una volta il Sovrano -oggi il Presidente della Repubblica- significava il suo ideale apprezzamento ad iniziative ritenute particolarmente commendevoli. Il saggio del Dott. Rizzo ripercorre l'evoluzione di questo istituto dall'Unità d'Italia fino ai giorni nostri, spiegandone gli aspetti amministrativi e concludendo con una rassegna dei caratteri che questo istituto ha ancora oggi in Inghilterra e Polonia. La rivista della Guardia di Finanza di rivela -una volta di più- come una fonte di saggi di alto pregio.
Questo interessante saggio ripercorre la storia di questo importante quanto poco conosciuto corpo militare, istituito nel 1861 da Monsignor Xavier de Mérode in seguito alla disfatta delle truppe pontificie a Castelfidardo, riunendo nuove reclute ai resti del "Battaglione franco-belga" istituito poco tempo prima.Fu il Generale de la Moricière ad adottare la denominazione come pure l'uniforme, ispirata a quella degli Zuavi d'Africa dell'esercito francese, che comprendeva ampia pantaloni tenuti in vita da una larga cintura rossa e da una corta giacca senza collo. Uniforme che suscitò non poche ironie da parte dei Cardinali di Curia: "è proprio un'idea da francesi trafestire da mussulmani dei soldati del Papa!".