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Questo saggio di uno dei più noti ed autorevoli studiosi di materie araldiche illustra la genesi della grande arma di Casa Savoia, così come in vigore fino all'Unità d'Italia. |
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Marco Foppoli, artista giovane ma non di certo esordiente, membro associato della Académie Internationale d'Héraldique e di altri non meno illustri simposi araldici, è considerato uno dei più importanti araldisti italiani. Egli infatti non è un semplice illustratore, bensì un fine interprete dell'arte araldica che nel suo stile -al contempo classico e originale- si libera dal manierismo tardo ottocentesco stabilito dalla passata Consulta araldica del Regno, per ritrovare la bellezza formale e l'eleganza grafica dell'araldica gotica e rinascimentale. Il disegno di Marco Foppoli è giustamente stilizzato ma non piatto, gli animali (in particolare leoni ed aquile) sono nervosi e carichi di una espressività volutamente estrema, gli svolazzi sono spesso metallici. Una mano inconfondibile, dunque, che merita di essere conosciuta e che, conosciuta, non può che essere apprezzata. |
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Il cavalierato ereditario introdotto in Sardegna con la dominazione aragonese del 1323, era concesso dal Re con speciale diploma (privilegio militar, de cavallerat) emanato in forma solenne e munito delle segnature del Supremo Consiglio d'Aragona (sotto la Spagna) o di quello di Sardegna nell'epoca sabauda. Questo interessante articolo passa in rassegna le caratteristiche di questo istituto che ebbe in Sardegna un'importanza speciale. |
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Questo studio, ospitato nel sito dell'Associazione Nobiliare Regionale Sarda, illustra la storia e le caratteristiche della nobiltà di Sardegna dal periodo della dominazione aragonese fino al Settecento, fornendo una interessante lista dei titoli riconsciuti al momento dell'ultimo Parlamento convocato nel 1698-99 dal Viceré Conte de Montellano. In particolare vengono presi in considerazione l'importante istituto del Cavalierato, la Pragmatica Reale sui Titoli e la nobiltà di toga. |
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Il Cardinal Giulio Mazarino ebbe sempre a cuore le sorti delle nipoti avute dalle due sorelle, le due Martinozzi e le quattro Mancini, delle quali fu famosa in Francia Maria Mancini per essere stata a lungo la favorita di Re Luigi XIII.
Questo interessante saggio esamina la importante figura storica di Laura Martinozzi, figlia di Laura Margherita Mazarino e del Conte Girolamo Martinozzi da Fano, che andata in sposa ad Alfonso VI d'Este, alla morte di questi si trovò a reggere il Ducato di Modena e Reggio per il figlio minorenne Francesco II. |
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Siamo lieti di pubblicare questo vecchio articolo di S.E. Don Félix de Rujula y Martin Crespo, Decano dei Cronisti Re d'Armi di Spagna in servizio fino al 1930, nel quale viene ripercosa la vita del celeberrimo Capitano Rodrigo Diaz de Vivar, eroe delle milizie cristiane contro l'invasione dei mori, noto ai più come el Cid Campeador.
L'Autore poi ne spiega la discendenza, con dovizia di informazioni, e con una interessante descrizione dell'arma gentilizia innalzata da questa antica ed illustre famiglia dell'aristocrazia iberica.
Don Félix fu il progenitore di una illustre dinastia di Cronisti Re d'Armi al servizio dei Sovrani Cattolici che continuò in persona del figlio Don Jose de Rujala de Escobal (1862-1909), dei nipoti Don Jose de Rujala y Ochotorena (1892-1961), VI Marqués de Ciadoncha, e Don Juan Felix de Rujala y Vaca (1899-1978), VII Marqués de Ciadoncha. |
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Nell'araldica spagnola il manto non è un privilegio riservato alle famiglie principesche o ducali, ma da quasi due secoli si è diffuso l'uso di addossare gli stemmi ai manti degli ordini militari. Questo interessante studio fornisce alcuni esempi pratici di questo uso che, tuttavia, non appare diffuso anche nel nostro paese. |
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Il Conte Geraud Michel de Pierredon passa in rassegna le diverse tipologie di ordini cavallereschi attualmente esistenti o esistiti nel Regno di Francia, soffermandosi su alcuni significativi esempi: l'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme detto di Malta, Ordine della Stella, Ordine di San Luigi e Legion d'Onore. |
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Il Re di Spagna è sovrano, capo e gran maestro di un certo numero di ordini cavallereschi, militari e civili, sia antichi che moderni, alcuni dei quali figurano fra i più illustri: Francisco F. de Béthencourt, della Real Academia de la Historia, ne traccia brevemente il profilo. |
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Per celebrare il secondo centenario dell'istituzione da parte di Napoleone I della Legion d'Onore, il Regio Museo dell'Esercito di Bruxelles ha allestito una pregevole esposizione dedicata alla più importante onorificenza francese. In particolare sono degne di nota le due pagine che illustrano i diversi modelli della croce e della placca che furono coniati dal 1802 ai giorni nostri. |
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Da oltre tre secoli, dai Farnese ai Borbone, il S.A.I. Ordine Costantiniano di San Giorgio è una realtà storica e istituzionale fortemente radicata nella memoria delle città di Parma e di Piacenza, con una articolata sequenza di vicende che vede la Casa Borbone Parma essere ancora oggi custode del patrimonio araldico di questa antica tradizione cavalleresca.
Questo saggio è tratto dall'imponente opera L'Ordine Costantiniano di San Giorgio. Storia, stemmi e cavalieri, a cura di Michele Basile Crispo, edito a Parma dall'Ordine Costantiniano di San Giorgio, con testi di Michele Basile Crispo, Paolo Conforti, Maurizio de Meo, Alberto Grassi, Giuseppe Martini ed Attilio Offman.
In esso l'Autore ripercorre le vicende relative al passaggio del Gran Magistero, dai Farnese ai Borbone, soffermandosi con dovizia di particolari ed abbondanza di citazioni storico-giuridiche sui delicati rapporti fra Borbone delle Due Sicilie e Borbone di Parma circa la successione magistrale. |
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Il numero dei nobili e dei cavalieri ereditari in Sardegna nel corso dei secoli è stato considerevole; si è trattato di una classe sociale che ha avuto nelle sue mani tutto il potere e quasi tutta la poca ricchezza della Sardegna almeno fino al sec. XVIII, ed ha quindi esercitato un peso determinante. Pertanto, è necessario tentare di chiarire sia il significato che tale concetto ebbe nei vari periodi della storia della Sardegna, sia di individuare gli elementi attraverso i quali una persona veniva considerata appartenente ad essa.
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Questo erudito saggio del Conte Silvio Mannucci ripercorre la storia e le peculiari caratteristiche della contea palatina, con ampia citazione di fonti documentarie, fornendo così un panorama di singolare ampiezza su questa istituzione a volte poco conosciuta. |
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Questo saggio ha lo scopo di rintracciare l'origine e illustrare il carattere di una dignità nobiliare presente unicamente a Roma ed oggi riconosciuta solo ai capi delle famiglie romane Theodoli e Patrizi Naro Montoro. L'onore del Baldacchino è ugualmente spettante ai Conti Soderini, come figura nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. |
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Il chiarissimo autore in questo rarissimo saggio traccia un originale panorama delle caratteristiche proprie dell'araldica femminile. Le illustrazioni che accompagnano il testo sono per lo più tratte dal manuale di Carl Alexander von Volborth, Das Wappen - Stil und Form, CA Starke Verlag, Limburg 1977. |
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Il carattere «sovrano» dell’Ordine di Malta (che qui si esamina nel modo più schematico e sommario) va considerato sotto due aspetti che, sebbene connessi, sono fra loro diversi.
In primo luogo, la sovranità viene in considerazione come attributo dell’Ordine in quanto tale, cioè in quanto ente unitario. Sotto questo aspetto, per sovranità si intende l’indipendenza dell’ente da altra autorità. In secondo luogo, la sovranità viene in considerazione come un carattere che riguarda, non l’Ordine in quanto ente, ma l’ordinamento giuridico che ad esso fa capo, di cui, come si dice, esso è il portatore.
Questo saggio, ancorché risalente, mantiene una grande attualità ed anzi ha trovato nella successiva storia dell'Ordine puntuali riconferma delle tesi esposte con coraggio in un momento quanto mai critico per la Religione Giovannita. |
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La magistratura francese, dopo un lungo dibattimento, ha emesso una storica sentenza riguardante il diritto all'uso delle Armi Piene di Francia, riconoscendo i diritti di S.A.R. il Duca di Angiò e Segovia. |
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, Questo saggio ripercorre le principali argomentazioni esposte nel recente libro
dell’Avv.to Alfonso Marini Dettina “Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio” (Libreria Editrice Vaticana, 2003), che ha riproposto in termini scientificamente approfonditi e con dovizia di riferimenti dottrinali il quarantennale dibattito su tale tema, integrandolo con alcune riflessioni supplementari. |
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Durante il suo viaggio in Sardegna nel 1829, Carlo Alberto, dietro suggerimento dell'amico Villamarina, aveva pensato all'abolizione del feudalesimo, considerato causa di molti se non proprio di tutti i mali dell'isola. Un'idea analoga era già stata presa in considerazione nel 1744, quando si era osservato che grosse somme venivano inviate ogni anno ai feudatari spagnoli dagli amministratori dei loro feudi isolani , e si era pensato di far cessare questo pesante salasso riscattando i feudi, che erano poi i più vasti ed i più ricchi, dei quali erano titolari signori spagnoli. Il proposito era stato accantonato per contrasti insorti tra Torino e Madrid, ma nei decenni successivi il problema sarebbe riaffiorato, o come iniziativa di diverse comunità, disposte a riscattarsi pagando in una sola volta il capitale corrispondente alle prestazioni in natura o in denaro alle quali erano tenute, o nei propositi più radicali dei vassalli particolarmente della Sardegna settentrionale, che avevano sia pure per un breve periodo trovato l'appoggio della borghesia intellettuale e di parte della piccola nobiltà non feudale. |
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Varie fonti documentarie sembrano dimostrare che il Magistero di Fra' Raimondo du Puy fu in realtà preceduto da quello di un oscuro Fra' Ruggero, riproponendo una teoria storica mai del tutto accantonata. |
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E' un sito di grande interesse, ben curato nella grafica e di indubbia utilità per gli appassionati ed i ricercatori. Nella prima parte ci viene illustrata la genesi del Sedile di Portercole, il primo dei Seggi della Città di Tropea che assunse questa denominazione con atto del 13 giugno dell’anno 1703; nella seconda vengono presentati i Casati Nobili della città, con una bella rappresentazione del relativo stemma. |
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, In questo saggio l'Autore illustra la genesi storica del titolo di patrizio per soffermarsi successivamente sulle caratteristiche proprie dei diversi patriziati esistenti nella penisola italiana fino all'Unità Nazionale. |
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Il titolo di Signore nel l’ordinamento nobiliare del Regno è collocato dopo quello di Barone e prima di quello di Patrizio. Esso non risultava compreso però fra i titoli ammissibili dalla Consulta Araldica nel regolamento 8 maggio 1870 (art. 19) e in quello 8 maggio 1888 (art. 31), pur dichiarandosi in quest’ultimo, nell’articolo 33, che nei riconoscimenti sarebbero stati ammessibili anche titoli nobiliari diversi da quelli di Principe, Duca, Marchese, Conte, Barone e Nobile, quando fossero giustificati dagli atti di concessione o di investitura, e si sarebbero rispettate le antiche condizioni di trasmissibilità. Questo saggio illustra le peculiarità storiche e giuridiche del titolo di Signore e di Consignore. |
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Crediamo interessante per i nostri lettori di riprodurre le decorazioni che ancora si conferiscono e che sono fregiate del trofeo militare. Si tratta appunto di Ordini militari nel vero senso della parola, cioè di associazioni religiose, equestri, nobiliari come Calatrava, Santiago, Alcantara, Malta, Santo Sepolcro, Teutonico; oppure di ordini che si conferiscono soltanto a militari, come San Gregorio Magno (classe militare) e l'Ordine militare di Savoia. Finalmente il Cristo, la Milizia aurata (il cessato Ordine dello Speron d'oro o di San Silvestro), ebbero origine militare e portano il nome di milizia. |
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, La Casa di Toscana è titolare del gran magistero di due ordini dinastici, l'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire e l'Ordine del Merito sotto il titolo di San Giuseppe. Questo saggio ne ripercorre la storia dalla fondazione ai giorni nostri. |
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