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Rôle d'armes Bigot - Armorial de Châlons-en-Champagne - Armorial de Gelre - Armorial Lalaing
Quattro raccolte francesi di stemmi in versione anastatica. |
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E' un bell'esempio di araldica digitale, una raccolta di stemmi di famiglie molfettesi divisa in cinque parti e preceduta da una spiegazione generale sull'araldica e da un doveroso riferimento allo stemma della città di Molfetta. |
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Si tratta ancora una volta di un bel sito di araldica digitale dedicato alle famiglie nobili e notabili atte alle armi nella città di Rutigliano in Puglia. La ricerca si è basata su fonti in parte già note e di chiara fama ed attendibilità integrata da non pochi elementi nuovi. Il sito è diviso in varie sezioni: Case Sovrane, Feudatari, Nobili, Patrizi, Notabili, Arcipreti, Alti Prelati ed Ecclesiastici, Case Religiose e Congregazioni Laicali. Ad integrazione delle precedenti vi è pure una pagina dedicata alle armi ignote ed un elenco di feudatari, nobili, notabili ed ecclesiastici di cui si fa menzione. |
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Questo bel sito si proprone di illustrare i vari elementi propri dell'arte del blasone attraverso alcune gallerie di immagini tratte da due importanti opere, ossia, Le blason Héraldique Manuel nouveau de l'art héraldique de la science du blason et de la polychromie féodale d'après les règles du moyen-âge di P-B Gheuzi (1892) e Nouvelle Méthode raisonnée du Blason ou de l'art héraldique del (1780) Père Menestrier, le cui pregevoli illustrazioni incise sono così consultabili direttamente in linea.
Il risultato è pregevolissimo, ed al fine di non limitarsi all'aspetto artistico dell'araldica, l'autore si è generosamente prodigato nella estenuante opera di digitalizzare interamente l'opera del Padre Menestrier, interamente leggibile in rete! |
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Ogni tanto capita di trovare delle vere e proprie "chicche" che fanno la gioia degli appassionati: questo sito né è un esempio. Sono riprodotti gli stemmi di tutti i Sommi Pontefici (immagini digitali) unitamente ad un elenco di tutti i Cardinali di S.R.C. di cui verranno forniti prossimamente anche gli stemmi. Infine sono riprodotti i 656 stemmi delle religiose romane dei Ss. Domenico e Sisto che, per decreto di Onorio III, per esservi ammesse, dovevano appartenere alla nobiltà romana o, eccezionalmente, a quella forestiera. e delle Suore domenicane. Certamente si tratta di un progetto da tener d'occhio perché promette di essere una fonte importantissima di notizie ed informazioni storiche. |
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Questo progetto realizzato per la Bank Nederlandse Gemeenten è un grande repertorio che comprende gli stemmi di stati, regioni, provincie, comuni ed enti pubblici europei. Alcune armi sono state realizzate direttamente al computer, ma molte altre provengono da disegni originali eseguiti dall'autore o da pubblicazioni famose, sicché possiamo dire che si tratta di un'opera lodevole ed utile ma soprattutto molto bella esteticamente. |
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Questo blasonario digitale, interamente realizzato al computer ma non per ciò privo di pregio, è distinto in quattro sezioni dedicate, rispettivamente, agli stemmi delle famiglie di Nizza e della contea, alle armi dei comuni nizzardi, agli stemmi innalzati dai Vescovi della diocesi e, infine, a quelli dei nizzardi ricevuti nel Sovrano Militare Ordine di Malta.
Ancora scarno quanto ad informazioni storiche, biografiche e bibliografiche sui singoli titolari degli stemmi rappresentati, il sito merita davvero una visita. |
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Conservato alla Burgerbibliothek di Zurigo, è forse il più antico stemmario oggi esistente e contiene circa 700 stemmi e 28 stendardi. Non se ne conoscono né l'autore né l'anno di realizzazione, anche se lo stile dei disegni e la presenza o meno di alcune famiglie fa pensare che venne dipinto negli anni attorno al 1340 e probabilmente nei dintorni del Lago di Costanza. Ne esistono pure una copia del XVI secolo, detta "Aulendorf" perché li conservata alla Gräflich Königsegg'schen Domanial-Kanzlei ed una del XVIII, opera dell'artista Hans Conrad Bernhauser (1698-1761) depositata alla Zentralbibliothek sempre a Zurigo. |
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L'araldista olandese Johannes Baptista Rietstap (1828-1891) è noto agli studiosi per essere l'autore, fra le altre opere, di uno blasonario monumentale, che contiene la blasonatura di oltre 130.000 famiglie nobili e patrizie europee. Se ne propone qui la versione interamente digitale, con una utile funzione di ricerca nel voluminoso database. Per l'illustrazione degli stemmi si fa invece riferimento alle Illustrations to the Armorial General di Henri e Victor Rolland, tuttoggi stampato dalle edizioni Heraldry Today. |
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Ikkon-André Yamashita Il-Keun Kim de Kimyon è discendente da una delle più antiche famiglie dell'Asia orientale, già Famiglia Reale sovrana di un potente Stato (regno di Xilla o Xilas) nell'attuale Corea, regno invaso e estinto nell'IX secolo d.C. E' Cavaliere d’Onore e Devozione in Gremio Religionis ammesso al Noviziato dell'Ordine di Malta. Ha studiato con il compianto Mons. Bruno Bernard Heim, di cui ha mutuato lo stile, come ben si vede in questo stemmario privato, continuazione del Liber Amicorum di Mons. Heim. |
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E' l'unica autorità araldica ufficiale belga, e si occupa della sola materia araldica relativa alle pratiche di concessione o riconoscimento di nobiltà.
Service de la Noblesse au Ministère des Affaires Etrangères - Palais d’Egmont, place du Petit Sablon 8 - Bruxelles BR1, Belgique |
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Si tratta di una delle più interessanti opere di questo Autore recentemente scomparso, già pubblicata in Spagna ed ora disponibile in rete grazie alla rivista virtuale Tropea Magazine. Questo blasonario è diviso in tre parti dedicate alle città di Catanzaro, Cosenza e Tropea: di ciascuna delle dette città di piazza chiusa vengono elencate le famiglie nobili, divise per seggi, con la blasonatura del relativo stemma. Sono state usate come uniche fonti sicure e precise i portali stemmati dei palazzi e dei castelli, le sculture delle chiese e dei sepolcri, le cappelle gentilizie di giuspatronato e le lapidi, i sigilli ed i timbri. Non è dunque un lavoro meramente compilativo ma una preziosa testimonianza storica originale la cui sola carenza è -purtroppo- la mancanza di illustrazioni. |
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Questo imponente Stemmario è stato realizzato dalla Bilioteca Estense Universitaria di Modena, che ha raccolto una vastissima quanto eterogenea quantità di stemmi relativi non solo a famiglie del territorio dei ducati estensi, ma anche a casati illustri di tutta l'Italia. Accanto ai più bei nomi dell'aristocrazia modenese e reggiana (Bayard de Volo, Malaspina, Rangoni) troviamo infatti le grandi dinastie romane e napoletane degli Altemps, Boncompagni, Pignatelli ecc.
Diverse sono le fonti del materiale iconografico e diversi quindi gli stili delle illustrazioni. Buona parte delle armi gentilizie proviene evidentemente dai lavori delle Commissioni Araldiche per le provincie modenesi e parmensi, poi utilizzati anche dal Marchese Vittorio Spreti per la sua Enciclopedia: significativo è il riferimento in questi casi al 1912, periodo in cui erano in preparazione gli elenchi nobiliari regionali che confluirono poi nell'Elenco Nobiliare del 1922. Ma le immagini di maggior pregio sono quelle prese da altre fonti (non indicate esplicitamente) o da decorazioni murarie delle residenze pubbliche e private.
Si tratta in definitiva di un'opera davvero importante, per la sua completezza e qualità, che rappresenta senza dubbio una preziosa risorsa per gli studiosi e gli appassionati di araldica. |
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L'interessante raccolta virtuale di stemmi che l'autore, Federico Bona, aveva originariamente chiamato Piccolo Blasonario Piemontese è notevolmente cresciuta e non ha più nulla di "piccolo", anzi, costituisce un'importante raccolta di notizie sull'aristocrazia pedemontana, tant'è che esso è stato recentemente rinominato Blasonario Subalpino. Per il momento sono state considerate solamente famiglie di "nobiltà originaria" e di "nobiltà acquisita" (distinzione usata da Francesco Guasco di Bisio nel suo Dizionario Feudale degli antichi Stati Sardi ), selezionate in base alla loro importanza storica fra quelle aventi origine e feudi nel territorio dell'attuale Piemonte. In generale quindi non sono state considerate le famiglie savoiarde, valdostane, nizzarde e degli altri antichi possedimenti dei Savoia. Importanti modifiche hanno poi riguardato la blasonatura ed in alcuni casi la raffigurazione degli stemmi, per i quali l'Autore ha adottato la terminologia usata dal Manno nel Patriziato Subalpino, approfittando del fatto che l'intera opera è ora disponibile in rete grazie all'Associazione VIVANT. Infine va segnalata l'aggiunta di uno "Stemmario fotografico" contenente delle belle riproduzioni degli stemmi dipinti sui Castelli di Lagnasco (CN).
In appendice vi sono poi un piccolo Blasonario Savoiardo, con alcune importanti famiglie nobili della Savoia e degli altri antichi possedimenti sabaudi al di là delle Alpi;
uno stemmario fotografico. Questa appendice contiene numerose fotografie del Salone degli Stemmi del Castello di Masino, di proprietà del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, che ringrazio vivamente per la collaborazione fornita;
l'elenco dei Cavalieri dell'Ordine della Santissima Annunziata, dalla fondazione da parte di Amedeo VI (1362) fino all'ultima creazione di Vittorio Amedeo III (1788).
Questo bellissimo sito dunque merita non solo di essere visitato, ma anche rivisto periodicamente per approfittare dei miglioramenti e delle aggiunte che il suo instancabile Autore non cessa mai di apportare. |
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Blasone Cesenate messo alla luce da un Sacerdote di questa Città allo scopo di riparare in parte alla mancanza del Libro così detto d'Oro che venne dato alle fiamme nella pubblica piazza l'anno 1789.
Raccolta di 209 tavole raffiguranti gli stemmi del comune, della curia, delle famiglie, degli ordini religiosi, delle compagnie e confraternite di Cesena realizzata dal Sac. Gioacchino Sassi, aperta da una introduzione manoscritta dell'Autore e di Francesco Zarletti sull'araldica. |
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Riconosce e concede stemmi e bandiere ad enti pubblici, associazioni private e cittadini canadesi, questo organo statale ha contribuito negli anni a definire nuovi elementi araldici tipici che rispecchiano il patrimonio tradizionale del Canada e delle sue province, senza rinnegare l'eredità classica di matrice sia anglosassone che franco-latina. |
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Altra importante iniziativa dell'Associazione VIVANT è stata la pubblicazione e messa in rete dei consegnamenti d'arme gentilizie e di comunità piemontesi del 1580, 1613/14 e 1687/88.
Particolarmente apprezzabile è la realizzazione di un comodo motore di ricerca a chiavi multiple che consente di accedere celermente alle informazioni desiderate. |
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L'araldica napoleonica presenta caratteristiche tali da renderla assolutamente diversa da quella tradizionale, da cui si discosta per il carattere fortemente personale degli stemmi. Ogni arma, infatti, presenta nel capo un canton franco, posto sul cantone destro dello scudo ovvero su quello sinistro, che descrive in maniera minuziosamente codificata (utilizzando diversi smalti e figure) non solo il titolo nobiliare ma più in generale la dignità o la funzione del titolare.
Le tre tavole che qui vengono proposte sono tratte dall'opera di A. de Révérend ed E. Villeroy, Album des armoiries concédées par Lettres-patentes de Napoleon Ier, 1808-1815, edita a Parigi nel 1911. Vi sono raffigurate le insegne previste per i Duchi, Conti, Baroni e Cavalieri dell'Impero. |
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Bel sito manualistico che illustra gli elementi propri dell'araldica civile, militare ed ecclesiastica. In particolare è notevole la sezione dedicata all'araldica militare dove è possibile consultare un vero e proprio stemmario che riproduce le armi di corpi, reggimenti e scuole dell'esercito italiano. |
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Sito ufficiale del Collegio Araldico del Regno Unito, una delle più importanti istituzioni araldiche contemporanee. |
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Questo bellissimo sito si propone di illustrare le caratteristiche dell'araldica portoghese nelle sue varie epoche e fino ai nostri giorni, accostando un sintetico ma completo manuale dell'arte blasonica ed un armoriale diviso in sezioni (araldica reale, familiare, ecclesiastica, della corporazioni) cui si aggiunge in fine un glossario di facile fruizione. Sebbene le immagini siano quasi tutte realizzate al computer, il livello artistico rimane molto apprezzabile. |
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Uno dei migliori punti di riferimento realizzato dallo stesso autore degli stemmi che adornano la pagina sulle Case Sovrane europee. Essenzialmente vi si ritrovano gli stemmi di tutti gli antichi stati e delle antiche famiglie regnanti in Europa in varie epoche. Degna di nota è poi la bella pagina con gli stemmi dei Gran Maestridel Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme detto oggi di Malta. |
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Vogliamo qui descrivere con il linguaggio blasonico la grande arme della Real Casa delle Due Sicilie quale fu delineata nel Regio Decreto 21 dicembre 1816, n° 4069, di definizione dello stemma e dei suggelli reali, copia del quale è oggi conservata -unitamente ai bozzetti ufficiali- nell'Archivio di Stato di Napoli, sez. Decreti originali, vol. 114.
Si tratta di un'arme complessa che riflette la storia di questa importante dinastia scaturita dai capetingi. Vi ritroviamo, infatti, alcune importanti citazioni, come il primo gran partito ove sono raffigurate lo stemma dei Duchi di Parma e Piacenza e l'arme del Portogallo, che per lunghi anni fu parte del Regno di Spagna e in quanto tale retto dai Borbone. Ugualmente vi sono elementi che ricordano l'appartenenza del ramo delle due Sicilie alla Casa di Spagna, lo stemma dei Medici indica la "pretensione" sulla Toscana, mentre la croce di Gerusalemme -comune per la verità anche all'arme di Casa Savoia e di altre Dinastie- ci rammenta le passate mire dei Sovrani borbonici sul Regno latino gerosolimitano. |
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La Casa di Savoia che adesso adotta semplicemente la croce bianca in campo rosso ha la sua vera arma di origine che è l'aquila, la quale col tempo divenne solo uno degli elementi di una più complessa arma, frutto dell'unione di quarti di pretenzione, di alleanza, di padronanza ecc. |
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E' con orgoglio che l'Associazione VIVANT ha portato a termine un progetto, la pubblicazione dell'opera che il Barone Antonio Manno scrisse quasi 100 anni fa, che era stata vagheggiata e tentata più volte nel corso del secolo e che aveva visto sino ad ora, con un impegno veramente encomiabile e fondamentale, solo la trascrizione con macchina da scrivere di alcune copie, per altro molto consultate nelle poche biblioteche ed archivi pubblici e privati che ne dispongono.
Ora l'intera opera del Manno, digitalizzata secondo rigorosi criteri filologici, è finalmente disponibile in internet e qui liberamente consultabile e modificabile dagli utenti.
Un bellissimo esempio di tecnologia applicata al recupero della tradizione! |
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