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| araldica, genealogia, nobiltà, ordini cavallereschi, storia, diritto e tradizioni nobiliari | giovedì 29 luglio 2010 |
Legislazione araldico-nobiliare del Regno d'Italia![]() La fonte
principale del diritto nobiliare del Regno d'Italia era l'art.79 dello Statuto
fondamentale del Regno, che stabiliva che "i titoli di nobiltà sono
mantenuti per coloro che vi hanno diritto; il Re può conferirne
dei nuovi", ed in attuazione del quale furono nel tempo emanati vari regi
decreti per regolamentare, da un lato, la prerogativa regia di conferire nuovi
titoli nobiliari, dall'altro, la conservazione dei titoli preesistenti
all'unificazione nazionale.
Il primo e più importante
di questi decreti fu quello con il quale l'8 maggio 1870 venne istituita la Consulta
Araldica del Regno, organo consultivo competente per tutte le questioni
nobiliari ed araldiche.
Fondamentale fu
pure il R.D. 21 gennaio 1929 n.61 che introdusse nell'ordinamento giuridico
italiano un istituto totalmente nuovo: l'Ordinamento dello stato nobiliare
italiano. Questo si divide in tre parti: la prima contiene le norme generali di
legislazione nobiliare, disciplina la potestà regia al riguardo, distingue i
vari provvedimenti nobiliari, pone le norme per la concessione, il
riconoscimento, l'uso, la perdita, la successione dei titoli e distinzioni
nobiliari; la seconda contempla l'ordinamento della Consulta e dell'ufficio
araldico; la terza contiene norme procedurali circa le domande, i ricorsi, e
gli atti di opposizione relativi a provvedimenti in materia nobiliare e circa
la loro spedizione.
Parallelamente la
Consulta Araldica ha prodotto una grande quantità di "Massime" di
diritto nobiliare, la maggior parte delle quali fu poi recepita nell'ultimo Ordinamento
dello Stato Nobiliare approvato nel 1943.
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