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martedì 7 settembre 2010
 

Curiosita’ filateliche:
la Repubblica rende omaggio a due Principesse




Le emissioni filateliche mi ispirano sempre curiosità: non riesco proprio a restare indifferente quando lo Stato italiano eleva -è il caso di dirlo- agli onori della filigrana o del valore bollato un personaggio, un avvenimento o un’istituzione.
E se il personaggio mi è caro, o la "promozione" mi sembra davvero meritata (ciò che non sempre avviene!), mi fa' ancor più piacere spedire la corrispondenza con quella immagine che con una più banale e anonima.
Acquisita da tempo questa abitudine mi è capitato di notare recentemente due emissioni che se da un lato possono incuriosire il lettore, dall'altro denotano una mutata sensibilità nella misteriosa stanza dei bottoni del Ministero delle Poste.
La più recente di queste è l'emissione congiunta italo-belga di un francobollo celebrativo di "Paola Ruffo di Calabria Regina dei Belgi" autorizzata con D.P.R. 17 maggio 1996 ed emessa dalle Poste italiane il 23 maggio 1997 nel valore di lire 750 ed in ben tre milioni di esemplari. Il francobollo, stampato dalla Zecca dello Stato, è in quadricromia ha un formato di 40 mm per 30. La presentazione delle Poste italiane fornisce una serie di dati biografici dell'attuale Regina dei Belgi con tanto di titoli: cosa che (in questa come nella emissione di cui si parlerà più oltre) ci si guarda bene dal fare sul francobollo. La stessa presentazione ci spiega inoltre come il francobollo sia simile nelle due edizioni tranne che per lo sfondo: nell'emissione italiana è infatti Castel Sant'Angelo -simbolo della gioventù romana di Donna Paola Ruffo di Calabria- mentre in quella belga è il "Belvedere" della tenuta di Laeken ove la coppia reale si stabilì fin dal 1959 anno del matrimonio con l'allora principe Alberto di Sassonia Coburgo Gotha.


Altro avvenimento forse ancor più significativo risale al 1995, quando uscì un foglio filatelico comprensivo di nove francobolli da 750 lire intitolato "Avvenimenti storici della seconda Guerra Mondiale". Apriva la serie in alto sinistra l'immagine di una donna in primo piano a colori con lo sfondo di una baracca lunga, bassa, grigia, circondata da filo spinato. L'iscrizione recitava: "I campi di concentramento - Mafalda di Savoia". L'avvenimento non fece molto scalpore ma ci pare invero degno di nota: è noto infatti come S.A.R. la Principessa Mafalda, nata a Roma nel 1902, dal Re Vittorio Emanuele III e dalla Regina Elena e sposata dal 1925 con S.A.R. Filippo Principe d'Assia, fu -in seguito alle vicende della II Guerra Mondiale- rinchiusa assieme ad altri prigionieri "illustri" nel campo di concentramento di Buchenwald, ove morì il 29 agosto 1944.
Il Ministero delle Poste dava segno, tramite questa emissione, di offrire l'immagine della sfortunata Principessa sabauda, quale eloquente emblema di una tragedia collettiva che -travolgendo l'Europa intera- non faceva differenze fra le sue vittime: migliaia di nostri connazionali, ebrei, militari non aderenti alla R.S.I., ed altre (meno note e commemorate) categorie di cittadini. Anche se è abbastanza conosciuta la figura della Principessa Mafalda di Savoia, mai la Repubblica le aveva reso omaggio più solenne ed ufficiale. Segno certamente del passaggio -lento ma inesorabile- del tempo, che tanto giova alla Storia o meglio agli storici. Diceva Voltaire che la storia non è altro che una favola sulla quale gli storici si sono trovati d'accordo. Molte volte viene da condividere la sfiducia cronica nei confronti degli storici che emerge dalla frase dell'illuminista francese.
Anche per questo ho creduto bene ricordare la figura di Mafalda di Savoia e l'omaggio recente, tardivo ma ugualmente significativo, che la Patria per la quale morì ha saputo offrirle.

C.R.S.      






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