DÉFINITION:
La Noblesse est née par le service de la chose publique - la res publica . La notion de service est constitutive de la Noblesse. Aujourd'hui, quoiqu'elle ait perdu sa position dirigeante , la Noblesse continue souvent ' à rendre service ' et témoigne de la survie, au sein de la société matérialiste où nous vivons, d' un ensemble de valeurs qui appartiennent au patrimoine de la culture européenne :
-dans l'ordre des qualités morales : courage, générosité, dignité, respect de la parole donnée ...
-dans l'ordre des comportements : autorité naturelle, distinction, politesse...
-dans l'ordre des sentiments : élégance , beauté, sens de l'honneur ...
-dans l'ordre familial : respect de la tradition familiale, de l'héritage familial, de l'engagement familial et respect du nom.
Ce qui caractérise la Noblesse c'est l'hérédité.
CONCEPT:
La noblesse est née et s'est affirmée grâce à cette notion de "service", au sens le plus beau du terme. Aujourd'hui, quoiqu'elle ait perdu sa position dirigeante, la noblesse continuera de "rendre service", et - consciente des fautes et des abus commis par certains de ses membres dans le passé - à porter, avec d'autres, témoignage de la survie, au sein de la société matérialiste qui est la nôtre, d'un ensemble de valeurs prestigieuses qui appartiennent au patrimoine de la culture européenne toute entière, indépendantes du trafic d'influences et de l'argent.
Parmi tous ces concepts qui sont à la base de la continuité de toute une société, et pas seulement de celle de la noblesse, celui de la tradition est le plus important, pour la survie des civilisations quelles qu'elles soient. La tradition fait partie incontournable de la continuité pacifique des peuples. Cette continuité se présente sous les formes les plus diverses, de pays à pays, de continent à continent, de latitude à latitude, mais toujours avec la même identification à une mentalité, et, plus qu'une langue, elle est un langage commun et le véhicule de la transmission des sentiments et d'émotions de et vers cette même communauté. Et c'est la noblesse, il y a des siècles comme aujourd'hui, qui demeure attachée à servir cette tradition, la transmettre et la vivre. La tradition se vit aussi bien en revivant un événement historique qu'en utilisant un langage cybernétique au service d'une organisation robotisée à cette époque post-moderne. La tradition vivante transmet une civilisation.
Bref, les aristocraties ont toujours été, quelques soient les pays ou les époques, le symbole avancé de leurs civilisations.
RÔLE ACTUEL:
De nos jours, le rôle qui revient au "Noble" est celui de l'Homme voué à la chose publique, désirant affirmer sa vitalité par le biais des hauts services rendus à un idéal supérieur à lui et fortement lié à la tradition.
(Ou : "De nos jours les nobles se doivent de porter un témoignage de dévouement à la chose publique, dans le droit fil de l'héritage ancestral, en dépassant l'objectif d'un profit immédiat et par un comportement emprunt de simplicité, de modestie de respect des autres")
« La tradition - pour citer une déclaration fameuse - est quelque chose de très différent d'un simple attachement à un passé disparu: elle est justement le contraire d'une réaction que se méfie de tout progrès salutaire ». Etymologiquement, le mot lui-même est synonyme de chemin et de marche en avant - synonymie et non pas identité. En effet, alors que le progrès indique seulement le fait d'avancer, pas à pas, cherchant avec le regard un certain avenir, la tradition indique également un chemin vers l'avant, mais un chemin continu, qui se développe, en un accord tranquille et vigoureux avec les lois de la vie...Non, il ne s'agit pas de ramer contre le courant, de retourner vers des formes de vie et d'action d'époques déjà lointaines, mais bien d'avancer, en prenant et suivant ce que le passé a de meilleur, à la rencontre de l'avenir, avec la vigueur immuable de la jeunesse ».
ORGANISATION:
Dans chaque pays européen, la noblesse s'organise autour des Associations de Noblesse nationales dont le rôle et l'importance diffère de pays à pays. Toutes ont cependant en commun l'entraide, le maintien de la cohésion du groupe social que représente la noblesse, la préservation et la transmission aux jeunes générations des traditions et souvenirs de famille. Certaines, dans les pays où la noblesse n'a pas de statut légal, veillent à l'authenticité et à la légitimité des prétentions nobiliaires de ceux qui se proclament nobles et dans certains cas des titres.
Les Associations nationales sont liées à un organisme central nommé C.I.L.A.N.E. - Commission d'Information et de Liaison des Associations Nobles d'Europe-, qui siège à Paris. Cette Commission est dirigée par un Coordinateur élu par les Associations nationales.
La C.I.L.A.N.E. réunit deux fois par an et réalise, périodiquement (de 3 en 3 ans), un Congrès.
Cosa significa essere
nobili?
Vuol dire prima di tutto appartenere ad una famiglia che fa
parte di quel ceto che in passato costituiva la maggior parte o la totalità
della classe dirigente, e che ha contribuito a fare la storia del paese. Ciò che
non significa che al giorno d'oggi non vi siano più dei nobili nella classe
dirigente, ma semplicemente che il fatto in sè di appartenere all'aristocrazia
non dà più alcun potere politico.
Significa poi crescere e testimoniare i valori della propria
classe sociale, ossia l'onore a Dio, il rispetto per la Patria, l'attenzione al
buon nome della propria famiglia, il servizio alla comunità, il rispetto per
quanti lavorano ecc.
Quali sono i privilegi dei
nobili?
Dalla Rivoluzione Francese i nobili non hanno più alcun
privilegio politico, né economico. Studiano e si guadagnano da vivere lavorando
come tutte le altre persone.
Come si diventa nobili?
In passato chi non era nobile di nascita poteva acquisire la
nobiltà o per concessione del Sovrano, con un suo provvedimento cosiddetto "di
grazia", o esercitando determinate cariche che -sempre per volere del Principe-
conferivano la nobiltà personale o trasmissibile.
Esistevano poi altri e diversi modi di acquisto,
che variavano a seconda dello stato: nella penisola iberica
-per esempio- esisteva la hidalguia c.d. "di braghetta", che veniva
concessa a chi procreava sei figli maschi viventi; altrove era in
vigore la prescrizione acquisitiva e cosivvia.
Oggi in alcuni paesi -come Inghilterra,
Belgio e Spagna- il Sovrano esercita ancora le proprie prerogative e concede
nobiltà e titoli; in altri paesi invece, anche in quelli che riconoscono ancora
legalmente la nobiltà, non vengono fatte nuove concessioni, come nei Paesi Bassi
e nelle monarchie scandinave.
Chi riconosce i titoli
nobiliari?
Dipende dai vari paesi. Generalmente nei paesi retti da una
monarchia esiste un organo dello stato, dipendente spesso dalla Presidenza del
Consiglio o da un Ministero, competente per il riconoscimento. Altri ordinamenti
possono ugualmente prevedere forme di tutela dei titoli nobiliari e degli
stemmi. In altri, ed è proprio il caso dell'Italia, i titoli sono semplicemente
ignorati dallo stato, che non li tutela in alcun modo: in casi simili è
fondamentale il ruolo (riconosciuto dalla stessa aristocrazia) svolto dalle
Associazioni Nobiliari che -con il rigoroso esame delle domande di associazione-
assicurano una forma di protezione (seppur privata) dei diritti
nobiliari.
E' possibile oggi comprare un
titolo?
Assolutamente no. I titoli che risultano da una negoziazione
di questo tipo non saranno riconosciuti né dalle autorità competenti del proprio
paese -se esistenti- né dalla locale associazione della nobiltà.
E' possibile acquisire un titolo nobiliare
acquistando una baronia in Francia o in Gran Bretagna?
Effettivamente vi sono delle organizzazioni che propongono
l'acquisto anche di minuscoli "fazzoletti" di terreno situati
all'estero, assicurando che in tal modo sarebbe possibile acquistare un
titolo nobiliare: storicamente -secondo quando dimostrato in varie occasioni
principalmente sul forum rec.heraldry- non esistevano titoli legati alla terra.
Ai tempi poi del Regno d'Italia le norme di diritto
nobiliare specificavano a chiare lettere come l'acquisto di un ex-feudo non
attribuisca alcun diritto nobiliare, e tale era l'orientamento degli stati
pre-unitari in cui vi era una legislazione in materia.
A volte sui giornali si legge di nobili che
cedono il loro titolo tramite l'adozione, è un metodo valido?
In linea di massima no, poiché i diritti nobiliari -essendo
un'emanazione della potestà sovrana- sono indisponibili. Si conoscono invece
alcuni casi di nobili tedeschi che hanno adottato (dietro compenso) delle
persone per far loro ottenere il proprio cognome a cui oggi è aggiunto anche il
titolo nobiliare: non vi è dubbio però che in tal modo si acquisti solo un
cognome e non un diritto nobiliare.
Si sente spesso parlare di Capi di antiche
dinastie spodestate che concedono titoli ed onori, sono
validi?
L'argomento è complicato e -come sempre- è
opportuno agire con la massima prudenza onde evitare truffe e raggiri che,
purtroppo, sono molto frequenti. Bisogna innanzitutto essere certi che il
concedente discenda realmente e per via legittima da una persona che abbia
effettivamente regnato su di un territorio ed abbia esercitato il diritto di
concedere onori, ed in quali forme; si deve poi guardare alle cause che hanno
determinato il venir meno di tale regno; infine è opportuno accertarsi del
livello tenuto dai discendenti del sovrano spodestato, onde essere sicuri che
non siano "decaduti".
Così -per esempio- chi vanta discendenze dagli
Imperatori Bizantini non dovrebbe avere alcun valido diritto, dal momento che i
Troni romani di Oriente erano elettivi e non si trasmettevano di padre in
figlio.
In linea di massima è significativa la presenza
della famiglia nell'Almanacco del Gotha.
Mi chiamo Mario Rossi, quali
sono lo stemma ed i titoli dei Rossi? In una bancarella ad una fiera hanno detto
di aver trovato il mio stemma di famiglia, posso essere sicuro che sia proprio
il mio?
Lo stemma ed eventualmente i titoli nobiliari
non sono legati ad un generico cognome ma ad un determinato gruppo famigliare:
per esempio, esistono nel nostro paese tantissime famiglie Savoia che non hanno
nulla a che vedere con la Real Casa d'Italia.
I titoli e gli stemmi o sono personali o si
trasmettono da padre in figlio, a seconda di quanto previsto dal provvedimento
di concessione.
Tutti quelli che hanno uno
stemma sono nobili?
No, anzi, in alcuni paesi come la Germania o i
Paesi Bassi gli stemmi dei nobili sono una minoranza. Lo stemma può essere
considerato, per dirla con il Conte Giuseppe Della Torre, come un "cognome
illustrato": chiunque può dunque far uso di uno stemma senza bisogno di essere
nobile.
Nel medioevo quasi tutte le famiglie di ceto
borghese portavano uno stemma, come pure le corporazioni di arti e mestieri, i
Comuni e cosivvia; solamente alcuni ornamenti esteriori (elmi, corone, cimieri)
permettevano di riconoscere gli stemmi nobili da quelli borghesi.
L'equivalenza stemma=nobiltà è dovuta al fatto
che in Francia sotto il Regno di Luigi XIV e di Luigi XVI fu decretato che solo
gli aristocratici potessero fare uso di stemmi, ed è per questo che gli stemmi
furono i primi simboli dell'Ancien Régime ad essere distrutti dai
sanculotti.
Allora anche io posso
inventarmi uno stemma?
Volendo sì, a patto di non usurpare quello
legittimamente utilizzato da altre famiglie (magari omonime) e facendo
attenzione a non utilizzare elmenti interni ed esterni non appropriati per il
loro significato araldico o storico (corone, mantelli, capo dell'Impero
ecc.).