Corpo della Nobiltà Italiana - Circolo Giovanile
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  araldica, genealogia, nobiltà, ordini cavallereschi, storia, diritto e tradizioni nobiliari
martedì 13 maggio 2008
 

Commission d'Information et Liaison
des Associations Nobiliaires Européennes





(Nascita, vita e attività da un articolo apparso sull'opuscolo della C.I.L.A.N.E., pubblicato nel 1989 in occasione del congresso di Oporto in Portogallo, a cura del Coordinatore di allora, il Conte Theodor Finck von Finckestein)


La Commissione d'Informazione e Collegamento delle Associazioni della Nobiltà Europea compie oggi trent'anni di vita. E' quindi una buona occasione per esporre in questo opuscolo destinato ad un auditorio più esteso cosa rappresenti questa Commissione, ciò che ha ispirato e messo in opera, ciò che è stato realizzato in cooperazione tra le Associazioni che ne fanno parte, ed anche le prospettive e le esigenze alle quali dovrà far fronte nei prossimi anni.

Inizi della Commissione

Le origini della C.I.L.A.N.E. risalgono al 1957, scaturite da contatti bilaterali tra i giovani appartenenti alla Associazione della Nobiltà Francese (ANF) e Belga (ANRB) dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il gruppo dei giovani della ANF invitò i giovani nobili di altri paesi europei ad un incontro a Parigi dedicato al "Ruolo della Nobiltà nella società contemporanea". Questo incontro di due giorni è ricordato generalmente come il preludio dell'approfondimento dell'intento reciproco che si è sviluppato dopo di allora, portando diciotto mesi dopo, alla creazione della C.I.L.A.N.E.. In effetti, dopo una riunione a Monaco ed una sessione di lavoro sullo statuto a Parigi, è nell'inverno successivo che la C.I.L.A.N.E. ha tenuto a Parigi la sua riunione costitutiva il 25 aprile 1959.

Regolamento interno

La C.I.L.A.N.E. si compone di un Delegato ufficiale per ciascuna Associazione membro. Egli può essere accompagnato da tre persone ed in particolare da un rappresentante del gruppo dei giovani della sua Associazione. La C.I.L.A.N.E. si riunisce due volte l'anno, presso la sede che è quella della A.N.F. a Parigi o altrove. I normali compiti direttivi sono svolti da un coordinatore, eletto periodicamente tra i membri; egli presiede le riunioni. Le spese di gestione della Commissione sono sopportate annualmente dalle Associazioni che ne fanno parte. Il coordinatore può farsi aiutare da persone di fiducia. Lo statuto contiene inoltre disposizioni che stabiliscono regole di procedura. La possibilità di ammettere altre associazioni nobili è esplicitamente prevista.
Nel sottolineare l'autorità primordiale delle Associazioni membro, lo statuto assegna alla commissione i seguenti compiti:
- Mantenere e sviluppare tra di loro delle relazioni amichevoli e dei benefici reciproci.
- Favorire gli scambi fra i membri, specialmente tra i giovani appartenenti alle associazioni di nobiltà rappresentate.
- Assicurare un collegamento efficace tra le sue associazioni e costituire per esse un mezzo di informazione permanente.
Non bisogna considerare questi impegni come limitativi, ma piuttosto come una indicazione dei campi nei quali deve impegnarsi. In effetti le risoluzioni della Commissione si fanno sempre in gran libertà d'ingegno, si dibattono i problemi posti e ciascuna delegazione può proporre lo studio degli argomenti che ritiene appropriati. Il coordinatore propone un ordine del giorno comprendente tulli gli argomenti che ritiene opportuni. In fine, la stessa Commissione può suggerire tutte le regole che portino miglioramento allo statuto, nella misura in cui ciò si accerterà valido.
I campi di attività ed il margine degli obiettivi che la C.I.L.A.N.E. può stabilirsi sono abbastanza larghi. Naturalmente la commissione non eserciterà più il suo ruolo se saranno eccedute le competenze o le norme che regolano le attività proprie delle Associazioni che ne fanno parte. Non si deve dimenticare che l'azione della C.I.L.A.N.E. dipende prima di tutto dal sostegno apportato dalle Associazioni membre.
Ne risulta che la C.I.L.A.N.E. non è una confederazione di associazioni, che non è chiamata ad immischiarsi nei loro affari interni e che non è neanche una "lobby" a loro favore. Essa costituisce un organo comune tra le nobiltà d'Europa, che gli apporta la cornice necessaria ad una presa di coscienza di origini storiche, di tradizioni, di principi religiosi ed etici che gli sono comuni. Ciò che nel corso degli ultimi secoli ha separato la nobiltà dei nostri paesi non deve essere un ostacolo, ma piuttosto un invito a comprenderci meglio.

Manifestazioni dei giovani

I gruppi dei giovani (tra i 18 e 30 anni) hanno sviluppato, sotto gli auspici della commissione, molteplici manifestazioni a carattere internazionale, riunioni, week-ends, escursioni, cainpi per attività sportive, etc. Alcune di queste manifestazioni hanno avuto una così grande risonanza che i partecipanti si sono ritrovati venti anni dopo per commemorarne l'anniversario. Se aggiungiamo le manifestazioni proprie delle associazioni, riunioni, assemblee annuali, serate danzanti, etc. alle quali è invitato un gran numero di stranieri; di tanto in tanto sono state combinate le une con le altre. Si deve anche qui ricordare gli inviti a titolo personale di amici appartenenti ad associazioni straniere, conosciuti grazie ai contatti legati all'occasione dei precedenti incontri. Dall'importanza di questi incontri, la frequenza, gli anni, la durata, il numero ed i nomi dei partecipanti, è impossibile di valutarne, anche approssimativamente, la levatura. E comunque certo che gli incontri che hanno avuto luogo fin'ora sono stati parecchie migliaia. Complessivamente è qui che si sono concretizzati nel modo più evidente e soddisfacente gli intenti che i fondatori della C.I.L.A.N.E. si erano posti nel crearla.

Scambi

Per quel che concerne i giovani tra i 12 ed i l7anni circa, non esistono ancora dei veri scambi multilaterali. Solo funzionano gli scambi bilaterali tra le associazioni francese e tedesca grazie all'opera di una persona che raccoglie tutte le domande e offerte. Naturalmente ci sono scambi tra famiglie amiche ma si verificano al di fuori della C.I.L.A.N.E.
In questo contesto bisogna nominare anche i raduni realizzati negli ultimi dieci anni per i giovani di questa età in seno alle associazioni nazionali. Questi raduni hanno attirato da un anno all'altro un numero crescente di giovani di altri paesi. L'esperienza di vita in comune per delle settimane, gli incontri di giovani della stessa età di differenti paesi, l'avvio in comune per superare la stessa tappa, la sosta in ritrovi gradevoli e la partecipazione a riunioni amichevoli, tutto ciò ha contribuito a dare ai partecipanti una motivazione straordinaria. Non c'è che da augurarsi che questo successo abbia anche ricompensato gli organizzatori e gli ospiti per l'impegno avuto perche' questi raduni siano riusciti.
Non bisogna dimenticare l'accoglienza che hanno ricevuto, successivamente, coloro i quali soggiornarono nel paese di un'altra associazione. Se lo desiderano essi vengono accolti nel luogo del loro soggiorno dai responsabili regionali o locali delle nostre associazioni che li mettono direttamente in contatto con altri membri. In due casi, questi contatti sono anche finiti in gemellaggio di gruppi regionali e locali.

Congresso

Il congresso che si tiene ogni quattro anni tra un paese e l'altro ha preso un grande slancio. Tra gli 80 e i 250 partecipanti si riuniscono ogni volta per discutere di argomenti accurata mente preparati dalle delegazioni, e si prendono delle decisioni. E' anche l'occasione di visitare paesi, organizzare escursioni ed assistere insieme a cerimonie religiose. La parte ufficiale termina generalmente con una serata danzante.
La C.I.L.A.N.E. si occupa della preparazione in generale e fissa il tema del congresso mentre l'Associazione ospitante stabilisce il programma giornaliero e si incarica dell'organizzazione materiale e tecnica.
Tutti i congressi che hanno avuto luogo fin'ora (Parigi 1957, Monaco 1958, Bruxelles 1959, Vienna 1960, Baden-Baden 1963, Parigi 1965, Venezia 1969, Bruxelles 1973, Monaco 1976, Avignone 1982, Madrid 1985, Porto 1989) hanno avuto una rimarchevole risonanza. Quando i congressi tenninano, dispiace sempre di doversi lasciare dopo aver iniziato a far conoscenza; un buon numero di partecipanti hanno riassunto le loro impressioni dicendo che hanno avuto veramente la sensazione di appartenere ad una sola grande famiglia nobiliare d'Europa.
Fuori da questi congressi, le associazioni che invitano la C.I.L.A.N.E. ad una riunione nel loro paese organizzano generalmente in questa occasione un incontro amichevole e lo fanno coincidere con una manifestazione interna.

Altre attività

Tra le attività meno apparenti bisogna ricordare la reciproca messa a disposizione delle pubblicazioni tra le associazioni, l'informazione su soggetti di comune interesse, l'avviso sulle frodi dei nomi, e soprattutto gli scambi di idee.

Argomenti in sospeso

Questo incoraggiante bilancio non deve fare dimenticare che esistono anche delle imperfezioni. - Riflettendo sulla costruzione europea, si deve ammettere che la C.I.L.A.N.E. resterà un organo incompiuto fintantocché la nobità dei paesi dell'Europa del Nord non saranno associati. La nozione di solidarietà richiede di stabilire ugualmente dei contatti permanenti con la nobiltà cristiana, originaria soprattutto dell'Europa Orientale, che è dispersa attraverso il mondo e non ha per consegueza il modo di creare un'associazione, eccezion fatta per la nobiltà russa la cui sede è a Parigi. La scelta del francese come sola lingua ufficiale della C.I.L.A.N.E. rende difficile la cooperazione per le persone che non hanno padronanza del francese ed anche dispendiosa la traduzione dei testi redatti in un'altra lingua e vice versa. Ciò restringe le possibilità di comunicare i lavori della C.I.L.A.N.E. agli aderenti delle associazioni membre non francofone e di tenerle al corrente delle sue attività. Per porvi un po' di rimedio la Commissione ha ammesso recentemente l'inglese come lingua di lavoro e di riunione. Questa succinia esposizione non è il luogo più adatto per esaminare questi problemi più da vicino e per trovargli soluzione; senza dubbio bisogna accettare che non si può ancora ottenere tutto ciò che sarebbe augurabile.

Prospettive

Ci troviamo alle soglie del secondo millennio della nostra era. In questa fase della nostra storia noi constatianio da una parte la progressiva integrazione dei paesi della Comunità europea, ma dall'altra i profondi cambiamenti che toccheranno la nostra società come nostra concezione etica, religiosa e sociale.
Questo sviluppo riguarda naturalmente anche le tradizioni e gli ideali, le idee e le concezioni che ci hanno portato a istituire la C.I.L.A.N.E. ed a mettere in piedi le manifestazioni descritte. Essa costituisce una sfida senza eguale per noi tutti, sfida alla quale non ci possiamo sottrarre, se vogliamo mantenere la nostra identità.


Associazioni aderenti alla CILANE


Allemagne - Vereinigung der Deutschen Adelsverbände (VdDa)

Belgique - Association de la Noblesse du Royaume de Belgique (ANRB)

Espagne - Associación de Hidalgos a Fuero de España (AHFE)

Finlande - Maison de la Noblesse Finlandaise (Ritarihuone)

France - Association d'Entraide de la Noblesse Française (ANF)

Grande Bretagne - Commission and Association for Armigerous Families of Great Britain (AFGB)

Italie - Corpo della Nobiltà Italiana (CNI)

Pays-Bas - Nederlandse Adelsvereniging (NAV)

Noblesse Pontificale - Réunion de la Noblesse Pontificale (RNP)

Portugal - Associação da Nobreza Històrica de Portugal (ANHP)

Russie - Association de la Noblesse Russe (UNR)

Suède - Maison de la Noblesse Suédoise (Riddarhuset)

Suisse - Association de Familles Suisses (AFS)


La noblesse et son encadrement actuel et futur


DÉFINITION:

La Noblesse est née par le service de la chose publique - la res publica . La notion de service est constitutive de la Noblesse. Aujourd'hui, quoiqu'elle ait perdu sa position dirigeante , la Noblesse continue souvent '  à rendre service '  et témoigne de la survie, au sein de la société matérialiste où nous vivons, d' un ensemble de valeurs qui appartiennent au patrimoine de la culture européenne :
-dans l'ordre des qualités morales : courage, générosité, dignité, respect de la parole donnée ...
-dans l'ordre des comportements : autorité naturelle, distinction, politesse...
-dans l'ordre des sentiments : élégance , beauté, sens de l'honneur ...
-dans l'ordre familial : respect de la tradition familiale, de l'héritage familial, de l'engagement familial et respect du nom.
Ce qui caractérise la Noblesse c'est l'hérédité.

CONCEPT:

La noblesse est née et s'est affirmée grâce à cette notion de "service", au sens le plus beau du terme. Aujourd'hui, quoiqu'elle ait perdu sa position dirigeante, la noblesse continuera de "rendre service", et - consciente des fautes et des abus commis par certains de ses membres dans le passé - à porter, avec d'autres, témoignage de la survie, au sein de la société matérialiste qui est la nôtre, d'un ensemble de valeurs prestigieuses qui appartiennent au patrimoine de la culture européenne toute entière, indépendantes du trafic d'influences et de l'argent.
Parmi tous ces concepts qui sont à la base de la continuité de toute une société, et pas seulement de celle de la noblesse, celui de la tradition est le plus important, pour la survie des civilisations quelles qu'elles soient. La tradition fait partie incontournable de la continuité pacifique des peuples. Cette continuité se présente sous les formes les plus diverses, de pays à pays, de continent à continent, de latitude à latitude, mais toujours avec la même identification à une mentalité, et, plus qu'une langue, elle est un langage commun et le véhicule de la transmission des sentiments et d'émotions de et vers cette même communauté. Et c'est la noblesse, il y a des siècles comme aujourd'hui, qui demeure attachée à servir cette tradition, la transmettre et la vivre. La tradition se vit aussi bien en revivant un événement historique qu'en utilisant un langage cybernétique au service d'une organisation robotisée à cette époque post-moderne. La tradition vivante transmet une civilisation.
Bref, les aristocraties ont toujours été, quelques soient les pays ou les époques, le symbole avancé de leurs civilisations.

RÔLE ACTUEL:

De nos jours, le rôle qui revient au "Noble" est celui de l'Homme voué à la chose publique, désirant affirmer sa vitalité par le biais des hauts services rendus à un idéal supérieur à lui et fortement lié à la tradition.
(Ou : "De nos jours les nobles se doivent de porter un témoignage de dévouement à la chose publique, dans le droit fil de l'héritage ancestral, en dépassant l'objectif d'un profit immédiat et par un comportement emprunt de simplicité, de modestie de respect des autres")
« La tradition - pour citer une déclaration fameuse - est quelque chose de très différent d'un simple attachement à un passé disparu: elle est justement le contraire d'une réaction que se méfie de tout progrès salutaire ». Etymologiquement, le mot lui-même est synonyme de chemin et de marche en avant - synonymie et non pas identité. En effet, alors que le progrès indique seulement le fait d'avancer, pas à pas, cherchant avec le regard un certain avenir, la tradition indique également un chemin vers l'avant, mais un chemin continu, qui se développe, en un accord tranquille et vigoureux avec les lois de la vie...Non, il ne s'agit pas de ramer contre le courant, de retourner vers des formes de vie et d'action d'époques déjà lointaines, mais bien d'avancer, en prenant et suivant ce que le passé a de meilleur, à la rencontre de l'avenir, avec la vigueur immuable de la jeunesse ».

ORGANISATION:

Dans chaque pays européen, la noblesse s'organise autour des Associations de Noblesse nationales dont le rôle et l'importance diffère de pays à pays. Toutes ont cependant en commun l'entraide, le maintien de la cohésion du groupe social que représente la noblesse, la préservation et la transmission aux jeunes générations des traditions et souvenirs de famille. Certaines, dans les pays où la noblesse n'a pas de statut légal, veillent à l'authenticité et à la légitimité des prétentions nobiliaires de ceux qui se proclament nobles et dans certains cas des titres.
Les Associations nationales sont liées à un organisme central nommé C.I.L.A.N.E. - Commission d'Information et de Liaison des Associations Nobles d'Europe-, qui siège à Paris. Cette Commission est dirigée par un Coordinateur élu par les Associations nationales. La C.I.L.A.N.E. réunit deux fois par an et réalise, périodiquement (de 3 en 3 ans), un Congrès.


Domande frequenti sulla nobiltà


Cosa significa essere nobili?
 
Vuol dire prima di tutto appartenere ad una famiglia che fa parte di quel ceto che in passato costituiva la maggior parte o la totalità della classe dirigente, e che ha contribuito a fare la storia del paese. Ciò che non significa che al giorno d'oggi non vi siano più dei nobili nella classe dirigente, ma semplicemente che il fatto in sè di appartenere all'aristocrazia non dà più alcun potere politico.
Significa poi crescere e testimoniare i valori della propria classe sociale, ossia l'onore a Dio, il rispetto per la Patria, l'attenzione al buon nome della propria famiglia, il servizio alla comunità, il rispetto per quanti lavorano ecc.
 
Quali sono i privilegi dei nobili?
 
Dalla Rivoluzione Francese i nobili non hanno più alcun privilegio politico, né economico. Studiano e si guadagnano da vivere lavorando come tutte le altre persone.
 
Come si diventa nobili?
 
In passato chi non era nobile di nascita poteva acquisire la nobiltà o per concessione del Sovrano, con un suo provvedimento cosiddetto "di grazia", o esercitando determinate cariche che -sempre per volere del Principe- conferivano la nobiltà personale o trasmissibile.
Esistevano poi altri e diversi modi di acquisto, che variavano a seconda dello stato: nella penisola iberica -per esempio- esisteva la hidalguia c.d. "di braghetta", che veniva concessa a chi procreava sei figli maschi viventi; altrove era in vigore la prescrizione acquisitiva e cosivvia.
Oggi in alcuni paesi -come Inghilterra, Belgio e Spagna- il Sovrano esercita ancora le proprie prerogative e concede nobiltà e titoli; in altri paesi invece, anche in quelli che riconoscono ancora legalmente la nobiltà, non vengono fatte nuove concessioni, come nei Paesi Bassi e nelle monarchie scandinave.
 
Chi riconosce i titoli nobiliari?
 
Dipende dai vari paesi. Generalmente nei paesi retti da una monarchia esiste un organo dello stato, dipendente spesso dalla Presidenza del Consiglio o da un Ministero, competente per il riconoscimento. Altri ordinamenti possono ugualmente prevedere forme di tutela dei titoli nobiliari e degli stemmi. In altri, ed è proprio il caso dell'Italia, i titoli sono semplicemente ignorati dallo stato, che non li tutela in alcun modo: in casi simili è fondamentale il ruolo (riconosciuto dalla stessa aristocrazia) svolto dalle Associazioni Nobiliari che -con il rigoroso esame delle domande di associazione- assicurano una forma di protezione (seppur privata) dei diritti nobiliari.
 
E' possibile oggi comprare un titolo?
 
Assolutamente no. I titoli che risultano da una negoziazione di questo tipo non saranno riconosciuti né dalle autorità competenti del proprio paese -se esistenti- né dalla locale associazione della nobiltà.
 
E' possibile acquisire un titolo nobiliare acquistando una baronia in Francia o in Gran Bretagna?
 
Effettivamente vi sono delle organizzazioni che propongono l'acquisto anche di minuscoli "fazzoletti" di terreno situati all'estero, assicurando che in tal modo sarebbe possibile acquistare un titolo nobiliare: storicamente -secondo quando dimostrato in varie occasioni principalmente sul forum rec.heraldry- non esistevano titoli legati alla terra.
Ai tempi poi del Regno d'Italia le norme di diritto nobiliare specificavano a chiare lettere come l'acquisto di un ex-feudo non attribuisca alcun diritto nobiliare, e tale era l'orientamento degli stati pre-unitari in cui vi era una legislazione in materia.
 
A volte sui giornali si legge di nobili che cedono il loro titolo tramite l'adozione, è un metodo valido?
 
In linea di massima no, poiché i diritti nobiliari -essendo un'emanazione della potestà sovrana- sono indisponibili. Si conoscono invece alcuni casi di nobili tedeschi che hanno adottato (dietro compenso) delle persone per far loro ottenere il proprio cognome a cui oggi è aggiunto anche il titolo nobiliare: non vi è dubbio però che in tal modo si acquisti solo un cognome e non un diritto nobiliare.
 
Si sente spesso parlare di Capi di antiche dinastie spodestate che concedono titoli ed onori, sono validi?
 
L'argomento è complicato e -come sempre- è opportuno agire con la massima prudenza onde evitare truffe e raggiri che, purtroppo, sono molto frequenti. Bisogna innanzitutto essere certi che il concedente discenda realmente e per via legittima da una persona che abbia effettivamente regnato su di un territorio ed abbia esercitato il diritto di concedere onori, ed in quali forme; si deve poi guardare alle cause che hanno determinato il venir meno di tale regno; infine è opportuno accertarsi del livello tenuto dai discendenti del sovrano spodestato, onde essere sicuri che non siano "decaduti".
Così -per esempio- chi vanta discendenze dagli Imperatori Bizantini non dovrebbe avere alcun valido diritto, dal momento che i Troni romani di Oriente erano elettivi e non si trasmettevano di padre in figlio.
In linea di massima è significativa la presenza della famiglia nell'Almanacco del Gotha.
 
Mi chiamo Mario Rossi, quali sono lo stemma ed i titoli dei Rossi? In una bancarella ad una fiera hanno detto di aver trovato il mio stemma di famiglia, posso essere sicuro che sia proprio il mio?
 
Lo stemma ed eventualmente i titoli nobiliari non sono legati ad un generico cognome ma ad un determinato gruppo famigliare: per esempio, esistono nel nostro paese tantissime famiglie Savoia che non hanno nulla a che vedere con la Real Casa d'Italia.
I titoli e gli stemmi o sono personali o si trasmettono da padre in figlio, a seconda di quanto previsto dal provvedimento di concessione.
 
Tutti quelli che hanno uno stemma sono nobili?
 
No, anzi, in alcuni paesi come la Germania o i Paesi Bassi gli stemmi dei nobili sono una minoranza. Lo stemma può essere considerato, per dirla con il Conte Giuseppe Della Torre, come un "cognome illustrato": chiunque può dunque far uso di uno stemma senza bisogno di essere nobile.
Nel medioevo quasi tutte le famiglie di ceto borghese portavano uno stemma, come pure le corporazioni di arti e mestieri, i Comuni e cosivvia; solamente alcuni ornamenti esteriori (elmi, corone, cimieri) permettevano di riconoscere gli stemmi nobili da quelli borghesi.
L'equivalenza stemma=nobiltà è dovuta al fatto che in Francia sotto il Regno di Luigi XIV e di Luigi XVI fu decretato che solo gli aristocratici potessero fare uso di stemmi, ed è per questo che gli stemmi furono i primi simboli dell'Ancien Régime ad essere distrutti dai sanculotti.
 
Allora anche io posso inventarmi uno stemma?
 
Volendo sì, a patto di non usurpare quello legittimamente utilizzato da altre famiglie (magari omonime) e facendo attenzione a non utilizzare elmenti interni ed esterni non appropriati per il loro significato araldico o storico (corone, mantelli, capo dell'Impero ecc.).





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