Vede la luce dopo un lungo lavoro la XXX edizione del repertorio nobiliare fondato in origine da G.B. di Crollalanza nel 1879, la seconda della nuova serie curata dalla Società Araldico-Genealogica Italiana alla luce di nuovi e più complessi criteri di inserimento.

Di sicuro l'opera non si presta ad essere clandestinamente consultata per un ipotetico esame scritto di storia nobiliare! Infatti il carattere «monumentale» che il curatore ha voluto dare a questa trentesima edizione si riflette già nella veste tipografica della pubblicazione, che si compone di tre imponenti volumi in formato A4, solidamente rilegati in pregevole tela rossa con stampa a caldo in oro, e custoditi all’interno di un robusto cofanetto. Numerosissime sono le tavole a colori, stampate su carta patinata, fra le quali si segnala un inedito stemmario degli Eminentissimi Signori Cardinali componenti il Sacro Collegio. Beninteso l’abbandono del formato tradizionale (mantenuto nell’annata precedente) contribuisce a rimarcare l’eccezionalità di questa edizione XXX che con le oltre ventimila posizioni familiari recensite sembra voler accantonare la sua originale vocazione di repertorio annuale e attuale per porsi quale strumento enciclopedico per lo studio della nobiltà italiana, riprendendo così l’idea di Vittorio Spreti e dei collaboratori della Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana.

L’opera si divide in sette parti la prima delle quali dedicata ad una trattazione del nostro paese -ispirata al modello dell’Almanach de Gotha- e di alcune delle sue onorificenze. Segue la Real Casa di Savoia (con cenni storici, stemmi, genealogia e ordini cavallereschi) mentre per le case reali già sovrane negli antichi stati preunitari italiani si rimanda alla precedente edizione.
La parte II, che si estende in buona sostanza sulla totalità dei primi due volumi, comprende le famiglie che erano nel legale possesso di un titolo nobiliare sotto il Regno d’Italia e che si trovano iscritte nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e/o negli elenchi ufficiali del 1922 e 1933 (con relativo supplemento) oppure anche negli elenchi regionali. Al riguardo si osserva che l’inserimento di famiglie iscritte solo negli elenchi regionali e poi mai più riprese negli elenchi nazionali può apparire discutibile laddove non vi siano chiare motivazioni di tale mancata ripresa che ben potrebbe essere dovuta alla correzione di un errore da parte della commissione regionale competente.
La parte III si compone di III sezioni. La sezione I, parte A «Pontificia», raccoglie le famiglie italiane e straniere beneficiate di un favore nobiliare da parte dei Sommi Pontefici che non abbiano titolo per figurare nella parte II non avendo ottenuto un provvedimento di riconoscimento, autorizzazione o convalida da parte del Regno d’Italia. Si tratta di un catalogo in buona parte inedito.
La parte B «Malta» tratta delle famiglie nobilitate dai Gran Maestri del S.M. Ordine di Malta prima della perdita del dominio sulle isole maltesi (parte storica); e di quelle la cui nobiltà sia stata riconosciuta dall’Ordine ai fini della ricezione nelle categorie di cavalieri richiedenti prove nobiliari.
La sezione II elenca le famiglie concessionarie di un favore nobiliare di grazia da parte di S.M. il Re Umberto II dopo il giugno 1946 nonché quelle che abbiano ottenuto un provvedimento nobiliare di giustizia dal Corpo della Nobiltà Italiana.
La sezione III comprende individui e famiglie ricevute in altri ordini cavallereschi considerati nobilitanti o richiedenti prove nobiliari per il loro ingresso, ossia, il S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, il S.M.O. di Santo Stefano, l’Ordine al Merito di San Lodovico e l’Ordine al Merito di San Giuseppe. Figurano altresì i beneficiari di favori nobiliari concessi dai Capi delle Case già sovrane negli Antichi Stati Italiani dopo l’annessione dei loro domini al Regno d’Italia. Come pure gli insigniti del Supremo Ordine della SS. Annunziata.
Le due parti successive includono famiglie in possesso di nobiltà generosa (IV) o con vita more nobilium (V) dimostrata principalmente dal possesso (anche antico) di uno stemma gentilizio. Qui figurano dunque, per la prima volta trattate in maniera completa, le famiglie che ebbero riconosciuto dal Regno d’Italia uno stemma gentilizio e come tali iscritte nell’apposito registro araldico.
La parte VI recensisce le famiglie nobili e titolate dalla Repubblica di San Marino e dal Principato di Monaco. Mentre nell’ultima parte dell’opera (la VII) sono ricomprese le Case sovrane straniere europee riconosciute dal Congresso di Vienna o loro rami oggi residenti in Italia; alcune famiglie nobili e titolate straniere, famiglie italiane in possesso di titoli stranieri e, infine, famiglie che hanno ottenuto stemmi da sovrani stranieri o loro delegati e famiglie straniere di distinta civiltà residenti in Italia.
Vista la complessità dell’opera è fondamentale l’indice alfabetico generale posto in chiusura del terzo volume, a cui segue un breve catalogo di repertori nobiliari, araldici e cavallereschi pubblicati dalla medesima casa editrice.
Questa edizione dell’Annuario, onorata della prefazione di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, nel suo complesso può considerarsi a giusta ragione una pietra miliare nel panorama delle pubblicazioni in materia e un buon complemento a quella diretta da Vittorio Spreti. Sono tuttavia doverose alcune critiche che ne permetterebbero un ulteriore miglioramento.

La prima riguarda la scelta -storicamente ineccepibile ma fortemente discutibile dal lato pratico- di mantenere alcune famiglie della II parte divise nelle varie posizioni con cui sono presenti negli elenchi ufficiali: sarebbe stato preferibile riunirle in un’unica scheda, eventualmente integrata con altri dati genealogici reperibili in fonti affidabili in maniera da rendere più chiari i rapporti di parentela fra i vari rami. Non si può tacere, poi, che nonostante i notevoli sforzi compiuti rispetto all’edizione precedente la composizione di taluni stemmi è esteticamente poco gradevole a causa dell’unione di elementi grafici dallo stile eterogeneo. Inoltre alcuni stati di famiglia non sono stati aggiornati, nonostante il tempestivo invio delle relative informazioni da parte degli interessati, e sono quindi difformi dalle bozze spedite dall’editore stesso.

Le marginali osservazioni appena fatte, tuttavia, non sminuiscono il pregio, l’utilità e l’importanza dell’opera a cui non si può che augurare lo stesso successo ottenuto dalla prima serie.